in Benessere Psicofisico

Violenza sulle donne, male da estirpare dalla società

violenza donneOggi l’agenda ricorda che è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Invitiamo i nostri lettori a riflettere e ricordare che ogni giorno andrebbe rammentato che le donne sono spesso vittime di soprusi e abusi. Il 25 novembre non è una data qualsiasi: é in memoria di un brutale assassinio, avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana, delle sorelle Mirabal, considerate rivoluzionarie, e per questo torturate, massacrate, strangolate. I loro corpi sono stati gettati in un burrone per simulare un incidente. Purtroppo quell’episodio orrendo non è stato l’ultimo, le cose non sono molto cambiate da quel giorno, basti pensare alle bambine indiane che quasi ogni giorno vengono violentate e uccise, alle donne yazide che in questi giorni sono tristemente balzate agli onori della cronaca a causa della atroci violenze subiti per mano dell’Isis,…
Il nostro “civile” occidente non é purtroppo immune da questa tremenda onda violenta, anzi, le mura domestiche di qualunque latitudine nascondono crudeltà contro le donne.
In molti casi mogli, fidanzate e figlie non denunciano ciò che subiscono per paura, altre volte lo fanno e i loro appelli restano inascoltati dalle forze dell’ordine e per loro spesso diventa troppo tardi e perdono la vita per mano di chi dice di amarle, cosa falsa e abominevole. Non è amore quello che si esprime con maltrattamenti, botte e intimidazioni. Bisogna avere la forza di dire basta perché sanno tutti che chi usa le mani non è un uomo, approfitta della forza fisica per prevaricare chi è più debole e non ha strumenti per difendersi. E’ un comportamento riprovevole, meschino e indegno che dimostra ignoranza, stupidità e debolezza, oltre che una crudeltà immane.
Oggi è maggiore la presa di coscienza femminile, l’opinione pubblica ne parla, ma molta violenza agisce nel sommerso, non viene segnalata per timore o scarsa consapevolezza. In Italia ci sono le leggi per combattere la violenza contro le donne, disciplina ulteriormente rafforzata dal Decreto Legge 93 del 2013 sulla violenza di genere, convertito nella Legge 119 del 15 ottobre 2013. Occorre pero’ una rivoluzione culturale. Con la Legge n. 107 di luglio 2015, è stata introdotta la previsione dell’educazione alla parità tra i sessi nelle scuole di ogni ordine e grado. Un piccolo passo avanti.
I dati dell’Onu affermano che il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale, dal proprio partner o da un’altra persona. Il rapporto sottolinea anche che due terzi delle vittime degli omicidi in ambito familiare sono donne. La ricerca Onu conferma che donne e uomini non hanno lo stesso trattamento nel posto di lavoro in termini di stipendi e disoccupazione.
In Italia, secondo il rapporto Istat del giugno 2015, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni, quasi una su tre, hanno conosciuto violenza fisica o sessuale. Nonostante nell’ultimo quinquennio siano leggermente diminuite le violenze fisiche o sessuali, cresce invece la percentuale dei figli che vi assistono e tutto questo provoca nei bambini delle ripercussioni psicologiche incredibili che si porteranno tutta la vita dentro. I figli vengono usati come scudo o come alibi per portare avanti questi rapporti malati in nome di una famiglia, che però smette di esistere quando viene fatta violenza e per questo motivo le donne che vengono picchiate dai padri dei loro figli devono ribellarsi e denunciare soprattutto per il futuro dei figli.
Non é garantendo una famiglia all’anagrafe unita ma nei fatti no, che si trasmette armonia.

In questa vignetta, l’artista Mauro Biani sintetizza bene il silenzio, quello che noi vogliamo che finisca in nome del rispetto.

violenza donne

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