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Vasco Rossi: tra depressione e cocktail di farmaci

vasco rossiChi si salva e chi si distrugge. Michael Douglas, recentemente guarito da un cancro alla gola, è stato pizzicato a fumare lungo le coste della Liguria. Dall’altra parte l’acciaccato Vasco Rossi ringrazia su Facebook  i medici che lo hanno aiutato a combattere la depressione da dieci anni a questa parte e subito dopo dichiara conclusa la sua carriera di rockstar negli stadi, questione che aveva già sollevato qualche settimana fa, prima del ricovero in clinica a Bologna per la rottura di una costola. Se Vasco Rossi abbia qualcosa di più grave di quello che dichiara, non ci è dato sapere. Se si tratta solo di depressione nemmeno. L’impressione è che il Komandante sia stanco fisicamente ma anche a livello mentale non ce la faccia più a reggere lo stress dei concerti negli stadi.

“Assumo (da tempo) un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro , studiato da una equipe di medici, che mi mantiene in questo equilibrio accettabile.” Confessa il cocker di Zocca. E poi dà una descrizione della sua depressione personale sincera e schietta, alla sua maniera.

“Ho passato un lungo periodo di tempo in cui ogni cosa mi sembrava li per ricordarmi come la vedevo diversa, prima.
Come mi risultava fastidiosa adesso mentre la trovavo normale e soddisfacente.
E quella  continua sensazione di groppo in gola, di sconsolata tristezza.
Un velo opaco, grigio, su ogni cosa.
Essere di cattivo umore sempre, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Ogni giorno, ogni momento. Per settimane… mesi.   Sempre.
Non avrei nemmeno salutato.”

Piovono i commenti dei fans, che piovano tanto da consumare le nuvole.



Una replica a “Vasco Rossi: tra depressione e cocktail di farmaci”

  1. Giuseppe ha detto:

    Ritengo questa “uscita” priva di responsabilità, essendo vasco un “opinion leader” per tutti i suoi fans, di conseguenza molto suggestionabili.
    Sappiamo cosa fanno a lungo i psicofarmaci, la chimica introdotta nel nostro corpo.
    L’individuo perde il suo velo artistico, abbandona i suoi piaceri “puliti”, ed esprime le sue opinioni che non son altro frutto di altri, come dei medici che lavorano nell’ombra (e delle case farmaceutiche che “lavorano” dietro). Tendenzialmente l’individuo tende ad un comportamente da “vegetale” con espressioni irrazionali e pericolose.
    Ne parliamo tra qualce anno e vediamo come sarà ridotto questo uomo.
    Se impariamo ad osservare, i suoi migliori prodotti artistici sono nati non nei “psicofarmaci”. Guardacaso, ora, si vuole ritirare.
    La Bertè è il classico esempio di artista rovinata dai psicofarmaci od altri famosi artisti…
    Quando entri in quel tunnel, è finita, poichè ogni minima tempesta ti fa rifugiare nella chimica.
    Tu non sarai più autodeterminato ma altrui determinato (dagli psichiatri ad esempio)…
    Peccato, ha macchiato il suo glorioso passato artistico rovinando, in futuro, ragazzi che seguiranno, purtroppo, il suo esempio…
    Giuseppe

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