in Dieta e Alimentazione

Valutazione degli integratori alimentari: precisazioni e obiezioni di Federsalus

efsa federsalusFederSalus, Federazione che rappresenta le aziende italiane operanti nel settore dei prodotti salutistici, prende posizione in merito alla pubblicazione da parte dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, delle valutazioni scientifiche effettuate su un lotto di 808 indicazioni salutistiche (health claims) riguardo le sostanze contenute negli alimenti che vedono parere negativo su oltre 2/3 degli health claims scrutinati.
In occasione della partecipazione al NUCE – primo Salone internazionale per l’industria nutraceutica, cosmetica, functional foods&drinks e degli health ingredienti – tenutosi a Fieramilanocity dal 26 al 28 ottobre, FederSalus ha invitato a riflettere sull’importanza di codificare criteri di valutazione appropriati e scientificamente condivisi per la definizione degli health claims in un mercato in crescita come quello degli integratori alimentari.

Mentre infatti, come si evince dall’intervento del Dott. Roger Clement, Presidente dell’Institute of Food Technologists, negli Stati Uniti esiste da tempo una normativa standard sulla valutazione dei claims relativi agli integratori alimentari, che è stata codificata dalla Food and Drugs Administration ed immediatamente diramata alle aziende operanti nel settore, l’EFSA – Autorità competente per il nostro paese – ha pubblicato una griglia di valutazione solo a fine 2007, quando le aziende italiane avevano già provvedendo ad inoltrare le proprie “indicazioni salutistiche” alla Commissione Europea, senza ancora disporre di indicazioni attendibili su modalità e presentazione dei claims che, per ovvi motivi, in sede di scrutinio sono stati molto dibattuti.

Inevitabile conseguenza, questa, dell’applicazione di parametri discordanti nella valutazione di quei criteri di valutazione – indispensabili per stabilire l’esistenza di reali effetti benefici sulla salute di nutrienti e sostanze bioattive contenute negli alimenti. Parametri che, negli studi dell’EFSA, sono stati individuati sulla base di studi clinici a doppio ceppo, un sistema utilizzato per la valutazione dei prodotti medicali e dunque eccessivamente rigido per potersi prestare adeguatamente alla valutazione di prodotti come gli integratori alimentari, che per loro stessa natura, si pongono a metà strada fra il mondo dei farmaci e quello degli alimenti funzionali.

Sulla base di queste considerazioni e dei giudizi espressi di recente da esperti internazionali come Andrew Shao – Vice President of the Council for Responsible Nutrition – e Jeffrey Blumberg – Senior Scientist and Director Antioxidants Research Laboratory –  FederSalus ha avanzato una nuova e più ragionevole proposta di valutazione delle evidenze scientifiche in grado di avvalorare gli health claims, che consiste nel tenere in dovuta considerazione la “tradizione d’uso” e la totalità delle evidenze scientifiche disponibili, come richiede la norma comunitaria di riferimento.

L’espansione del mercato, come sottolinea il Vice Presidente di FederSalus Marco Fiorani, è testimoniata dai continui ingressi di player appartenenti al settore dell’industria farmaceutica proprio perché l’integrazione alimentare rappresenta, oramai, una realtà d’importanza crescente agli occhi di consumatori consapevoli ed autonomi nella scelta di soluzioni per il proprio benessere.

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