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Tumore al seno: vantaggi della radioterapia per le donne

tumore senoIn quali casi, all’insorgenza di una neoplasia mammaria, si ricorre alla Radioterapia?
E quali sono i vantaggi in termini terapeutici e gli effetti collaterali più frequenti per le pazienti?
Risponde Caterina Bangrazi, Dirigente Medico, Dipartimento di Scienze Radiologiche, Oncologiche e Anatomo-patologiche, Azienda Policlinico Umberto I, Roma, intervistata nell’ambito dell’iniziativa “I trust you – Mi fido di voi”.

L’indicazione principale alla Radioterapia con finalità curativa nel tumore della mammella è rappresentata dalla irradiazione dopo Chirurgia, sia conservativa (quadrantectomia) che demolitiva (mastectomia, eventualmente seguita da ricostruzione immediata), nel caso in cui vengano rilevati fattori di rischio all’esame istologico definitivo del pezzo operatorio e dei linfonodi ascellari. I trattamenti più appropriati, per i diversi stadi di malattia, sono definiti da linee guida internazionali sviluppate sulla base dei risultati ottenuti negli studi clinici più recenti.
Nei casi sottoposti a Chirurgia conservativa, a causa della possibile persistenza di focolai microscopici di neoplasia anche nella mammella residua, viene irradiata tutta la ghiandola mammaria, con la finalità di ridurre il rischio di ripresa locale della malattia. Nell’ultima fase del trattamento radiante, sempre per migliorare il controllo locale, si somministra un’ulteriore dose di radiazioni (boost) nella sede, opportunamente marcata, dell’asportazione chirurgica della neoplasia.
Nel caso in cui venga rilevata la presenza di malattia anche nei linfonodi ascellari, dopo qualunque tipo di intervento, sia esso conservativo che demolitivo, è prevista l’irradiazione sia delle regioni linfonodali ascellari che di quelle sopraclaveari, con la finalità di prevenire le recidive loco regionali.
Numerosi studi, nel corso degli anni, hanno infatti dimostrato che migliorare il controllo locale della malattia equivale a migliorare non solo la sopravvivenza delle pazienti ma anche la qualità di vita.
Infatti con le apparecchiature e le tecniche radioterapiche attualmente utilizzate non vi sono particolari effetti collaterali conseguenti all’irradiazione, ad eccezione di un lieve arrossamento dell’epidermide e una modesta congestione della ghiandola mammaria.
Reazioni locali più accentuate possono comparire nelle pazienti sottoposte a trattamenti chemioterapici prima o dopo l’intervento chirurgico. Queste reazioni vengono trattate normalmente con presidi terapeutici locali e nella stragrande maggioranza dei casi si risolvono completamente, entro qualche settimana dal termine del trattamento radiante.
Tra gli effetti tardivi dell’irradiazione va segnalato un incremento della probabilità di sviluppare rigonfiamento o linfedema del braccio dopo dissezione ascellare completa ed irradiazione delle regioni linfonodali a rischio. Anche per questa eventualità è previsto il ricorso a terapie preventive e riabilitative (linfodrenaggio) che ne limitano sia la comparsa che la persistenza.

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