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Tumore al seno: mortalità in ribasso in Italia

tumore al senoLa ricerca, ha sempre svolto un ruolo importante nella lotta contro il tumore al seno: uno degli studi più recenti, a cura dello svedese Karolinska Institutet ha messo in luce che le bambine di sette anni molto magre, possono essere a maggior rischio di cancro mammario da adulte. Una ricerca dell’Università di Harward e scuola di Medicina di Washington sottolinea poi lo stretto legame tra consumo di alcol in giovane età e insorgenza di tumori al seno.

Quale che sia la valenza degli studi citati e di tutti quelli che si svolgono a livello mondiale, anche in Italia si registra qualche sensibile progresso: l’Associazione Italiana Registro Tumori afferma infatti che il cancro al seno ha raggiunto il suo grado più basso degli ultimi quarant’anni. Considerando l’invecchiamento della popolazione, questo tipo di tumore colpirebbe 23,3 donne su 100mila, che corrisponderebbero a 11mila decessi all’anno.
Il miglioramento degli screening preventivi è una delle ragioni di questo calo di vittime.
Anche le terapie si evolvono in continuazione, come ha sottolineato la recente Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana Oncologia Medica, secondo cui una delle carte vincenti nella lotta contro il tumore al seno potrebbe essere un farmaco personalizzabile, l’anticorpo trastuzumab, che ha gia’ consentito di ridurre la mortalità quasi del 30% . Per il 20-30% dei tumori che sono HER2 positivi, trastuzumab è il solo anticorpo monoclonale che agisce specificamente sul recettore HER2, impedendo la crescita del tumore e eliminando le cellule tumorali. È importante testare per tutti i tumori al seno la positività all’HER2 durante la diagnosi iniziale, per determinare se la paziente può reagire in maniera proficua alla terapia con trastuzumab.

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