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Tumore al seno, dal congresso AIOM nuove conferme sull’efficacia di Oncotype DX®,

tumore senoOgni anno in Italia 52.000 donne ricevono una diagnosi di tumore della mammella. A quasi la metà di queste pazienti, dopo l’intervento chirurgico, viene prescritta la chemioterapia adiuvante, non sempre utile in termini di efficacia e accompagnata da effetti collaterali. Un percorso che adesso può cambiare e a testimoniarlo è anche il riconoscimento assegnato dall’AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica a Riccardo Masetti per il miglior Poster presentato nel corso del XX Congresso Nazionale dell’Associazione: il poster dal titolo “Oncotype DX impact on treatment change between node negative N0 and node positive N1 patients in Italy”, illustra lo studio multicentrico italiano PONDx, dedicato al test molecolare fornito da Genomic Health.

I risultati dello studio di impatto decisionale PONDx dimostrano che l’utilizzo del test porta ad un cambiamento significativo della scelta di cura con una riduzione netta del ricorso alla chemioterapia. Questi dati si aggiungono alle evidenze di diversi studi prospettici, tra cui i risultati dello studio TAILORx pubblicati lo scorso giugno sul New England Journal of Medicine, che dimostrano che Oncotype DX® è l’unico test in grado di predire in modo affidabile il beneficio dell’aggiunta di chemioterapia alla terapia ormonale nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale.
I dati di PONDx derivano dall’analisi condotta per oltre un anno su 1.752 pazienti affette da tumore al seno sensibile agli estrogeni (ER+) ed HER2 negativo, di cui 1.200 non presentavano interessamento dei linfonodi e 438 avevano un interessamento massimo di 3 linfonodi (dall’analisi sono state escluse le pazienti per le quali mancavano alcuni parametri). Lo studio è stato reso possibile grazie al supporto di Genomic Heath che ha messo il test a disposizione a titolo gratuito per le pazienti seguite nei centri oncologici di diverse Regioni italiane.

«I risultati dello studio dimostrano in tutti e due i gruppi una significativa riduzione delle indicazioni alla chemioterapia – dichiara Riccardo Masetti, chirurgo e oncologo al Policlinico A. Gemelli Università Cattolica di Roma – precisamente, del 25% (1:4) nelle pazienti senza interessamento linfonodale e di oltre il 50% (1:2) in quelle con coinvolgimento dei linfonodi per le quali era stata programmata dal team multidisciplinare una chemioterapia che invece non era necessario fare. Adesso sarebbe bello poter rendere accessibile Oncotype DX® a tutte le pazienti con un tumore al seno che presentano queste precise caratteristiche. Per farlo il SSN dovrebbe inserirlo tra gli esami previsti per i pazienti oncologici. In caso contrario, assisteremo ad una grave disparità di accesso al test per motivi economici, perché non tutte le donne potranno pagarselo».



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