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Ttip, i rischi per i consumatori del trattato Ue-Usa

Trattato Usa-Ue TtipNon è la prima volta che ci troviamo a parlare del Ttip in questo blog, lo facciamo perché si tratta di una questione davvero molto importante, che viene misteriosamente trascurata dai media più potenti. La materia è molto complessa, merita di essere approfondita e illustrata con maggiore visibilità dall’opinione pubblica perché il cibo riguarda tutti. Il trattato di liberalizzazione commerciale che mira alla completa liberalizzazione del commercio Ue-Usa (Ttip), è ancora in fase di approvazione e deve passare un lungo iter per essere definitivamente valido.
Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra in quanto temono che questo tipo di accordi possa farci entrare come il cavallo di Troia degli organismi geneticamente modificati, che vanno dai pesci che crescono istantaneamente, ai maiali muscolosi.
In Minnesota la Recombinetics ha elaborato un corredo genetico bovino basato sulle vacche teutoniche dell’Holstein, celebri per essere senza corna, in modo tale da avere mucche più mansuete che non creino danni agli altri animali della fattoria, altrimenti alcuni allevatori sottopongono le proprie bestie ad una dura operazione, che di contro fa produrre meno latte a causa del forte stress subito. Nella nuova fattoria quante bestie ha zio Tobia!
Per rimanere in tema di pollai, vi segnaliamo le reazioni della politica italiana: il governo è ottimista rispetto al trattato, parola del ministro degli esteri Gentiloni e del vice ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda. Molte sono le voci contrarie, come Monica Di Sisto, portavoce della campagna Stop Ttip Italia, che teme l’arrivo di prodotti venuti da lontano che costano meno perché non hanno dovuto passare i controlli che noi facciamo e che quindi fanno concorrenza sleale ai nostri.
C’è ancora tempo fino al 5 ottobre per firmare la petizione contro il Ttip. Inoltre si aggiunge l’ombra lunga delle lobby che stanno cercando di influenzare la Commissione Ue. Infatti da quando c’è alla guida la commissaria Ue al Commercio Cecilia Malmström gli incontri del suo gabinetto e della direzione generale con grandi gruppi industriali sono l’83%, mentre con le associazioni della società civile sono 16,7%.
Per concludere, seguiremo ancora la vicenda, ma chiediamo che anche voi da casa lo facciate, perché si tratta di una questione che riguarda tutti.

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