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Teva: farmaci biosimilari per cure accessibili a tutti

teva italiaFondata nel 1901 a Gerusalemme, Teva Pharmaceutical Industries vanta oltre un secolo di eccellenza nell’area della salute. Grazie all’impegno nell’ottimizzazione dei processi produttivi e nel costante investimento in Ricerca e Sviluppo (oltre 900 milioni di dollari all’anno svolta in venti centri di ricerca, di cui 13 in Europa), Teva Pharmaceutical Industries oggi è presente in sessanta paesi. E’ inoltre tra le prime quindici multinazionali farmaceutiche al mondo che producono e commercializzano principi attivi, farmaci innovativi e farmaci equivalenti per fatturato, confezioni vendute, e quota di mercato. 2.500 sono le prescrizioni al minuto di farmaci Teva all’interno di un listino globale di prodotti di oltre 1.250 molecole.
La filiale italiana, costituita nel 1996, è fra le prime cinque aziende farmaceutiche italiane per numero di confezioni vendute e la prima nel mercato dei medicinali equivalenti. E’ presente sul territorio nazionale con 6 siti produttivi, oltre 600 dipendenti, più di 60 milioni di confezioni dispensate ai pazienti e oltre 10 milioni di unità utilizzate in ospedale.

Impegnata a distribuire soluzioni di salute accessibili a tutti per un’ampia gamma di patologie, da oggi Teva entra nell’innovativo mercato dei farmaci biotecnologici biosimilari.
I farmaci biotecnologici biosimilari sono farmaci simili ai biotecnologici “originali” i cui brevetti sono scaduti, verso i quali hanno dimostrato nel loro sviluppo di possedere efficacia terapeutica, qualità e profilo di sicurezza comparabile.
Disponibile da maggio sul mercato il primo farmaco biotecnologico biosimilare Teva: Filgrastim Teva, fattore di crescita dei granulociti, indicato per la riduzione della durata e dell’incidenza della neutropenia in pazienti in trattamento chemioterapico citotossico.

Come sostiene Shlomo Yanai, Presidente e CEO di Teva, “Abbiamo individuato nei farmaci biotecnologici biosimilari una delle maggiori leve di crescita per Teva e pertanto attraverso la recente acquisizione di una azienda biotech di prestigio e la joint venture con un gruppo leader nella produzione di farmaci biotecnologici, abbiamo consolidiamo le nostre conoscenze, competenze e infrastrutture in tale ambito. L’obiettivo di Teva è quello di sviluppare, produrre e commercializzare un portfolio sempre più ricco di farmaci biotecnologici biosimilari garantendo elevati standard di qualità, sicurezza di utilizzo ed efficacia clinica”. L’autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci biotecnologici biosimilari Teva è rilasciata dalle agenzie regolatorie nazionali ed internazionali, quali EMA, FDA, ISS e AIFA, e risulta essere conforme ai severi requisiti che ne garantiscono comparabile profilo di qualità, efficacia e sicurezza rispetto ai farmaci “originali”.

Giorgio Foresti
, General Manager di Teva Italia, spiega così l’impegno dell’azienda in questo senso: “Teva vanta oltre un secolo di eccellenza nell’area salute. La sua leadership mondiale nella produzione e commercializzazione di principi attivi, farmaci innovativi e farmaci equivalenti è frutto di un impegno costante e di importanti investimenti nella ricerca scientifica. Il nostro obiettivo è sviluppare e produrre farmaci biotecnologici biosimilari che abbiano la stessa sicurezza ed efficacia preclinica e clinica del farmaco biotecnologico di riferimento”.
Diversamente da altri paesi europei, in Italia l’impiego dei farmaci biotecnologici biosimilari è ancora limitato malgrado il loro immenso potenziale e in tale scenario rappresentano oggi un’enorme opportunità per assicurare al maggior numero possibile di pazienti l’accesso alle cure più avanzate permettendo di liberare risorse a vantaggio dell’immissione in commercio di nuovi farmaci innovativi.
In quest’ottica Teva si impegna affinché sia possibile raggiungere un auspicabile sistema di farmaco-sostenibilità. Prosegue infatti, Giorgio Foresti: “Questi farmaci sono destinati ad avere un ruolo da protagonisti nel settore farmaceutico mondiale, poiché rappresentano una delle opportunità più rilevanti per garantire l’accessibilità alle cure ad un maggior numero di pazienti. La loro diffusione favorisce inoltre la sostenibilità dei sistemi sanitari; l’introduzione nel comparto sanitario di sei prodotti biotecnologici a brevetto scaduto comporterebbe per l’Unione Europea un risparmio di almeno il 20% di spesa, pari a circa 1.6 miliardi di euro all’anno. In questo ambito si colloca il recente lancio del primo farmaco biotecnologico biosimilare Teva: Filgrastim Teva, fattore di crescita dei globuli bianchi indicato per pazienti in trattamento chemioterapico”.

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