in Psicologia

La tecnologia pervasiva: le conseguenze dell'abuso di Internet

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Nella vita quotidiana capita spesso di vivere episodi che ci fanno misurare col grado di pervasività della tecnologia. Basti pensare alla scena che tanti pendolari e non, vivono giornalmente sui tram e sulle metropolitana, ossia una massa di persone in silenzio che si dedica al proprio smartphone, senza curarsi del vicino. Questo fa riflettere sul senso di paradossale incomunicabilità e solitudine.
Altro fatto che capita ormai regolarmente è quello di parlare con persone che controllano il cellulare molto spesso, come se aspettassero qualcosa, anche questo a mio avviso è indice di un’eccessiva attenzione al mondo virtuale, come se si vivesse in attesa di un messaggino, di una notifica, di un “Mi piace”.
“Il grande successo dei telefonini ci dice che per la maggior parte del nostro tempo non siamo dove vorremmo essere”, sostiene lo scrittore Diego De Silva.

Altri risvolti negativi sono rappresentati dalla paura di rimanere tagliati fuori dal flusso web di contenuti, notizie e aggiornamenti che passano online, dall’ansia di non riuscire a seguire tutto e dall’aumento delle fonti di distrazione, che ci distolgono dagli affetti e dal lavoro.
Non si vuole demonizzare internet, bensì rendere consapevoli degli aspetti che non giovano al nostro rapporto in primis con noi stessi e con gli altri.

Alcuni propongono il downshifting dal web, ovvero rallentare il passo di una vita a ritmo frenetico per migliorarne la qualità, concetto applicabile anche al mondo digitale, come suggerisce Giovanni Ziccardi, professore di Informatica, non certo un nemico della tecnologia.
Questi, grande esperto di hacking e tecnologie, quindi un attento osservatore del fenomeno internet, con il saggio “Entro 48 ore” edito da Marsilio, consiglia dei metodi per disintossicarsi dal web, limitandone l’uso quando serve davvero.

Anche chi scrive usa la rete molto spesso, ma cerca di farlo con misura e si accoda al consiglio di Ziccardi, invitando tutti a fermarsi a riflettere e diminuire la presenza digitale, per cercare di non trascurare le cose davvero importanti.

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