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Tassa sulle bibite: gabella o tutela della salute?

tassa bibiteIl ministro della Salute Renato Balduzzi è convinto di prendere i classici due piccioni con una fava grazie alla proposta di tassazione delle bibite gassate e dei superalcolici. Si parla di tre centesimi in più su ogni lattina da 33 cl. per tre anni e di un aumento di 50 centesimi al litro per i superalcolici.
Il vantaggio sarebbe duplice: scoraggiare l’acquisto di bevande che non sono certo salutari e incassare denaro che servirebbe a finanziare il nuovo piano sanitario.
Quanto la bilancia penda verso il versante economico piuttosto che verso quello di tutela del regime di salute, è oggetto di polemiche. C’è chi sostiene che è ingiusto tassare sostanze che coinvolgono la sfera del gusto personale e che non hanno effetti distruttivi come il fumo di sigaretta. Altri invece affermano la giustezza della proposta. Noi stiamo con i primi, se non altro perché crediamo nella forza di volontà del singolo più che sulla coercizione o la disincentivazione dello Stato. In sostanza non c’è bisogno di una tassa, che a questo punto ha l’aspetto di una vera e propria multa, per bere coca cola o fanta con moderazione. Basta tenere a se stessi, al proprio benessere. Resta inoltre il dubbio che il Governo filosofeggi sull’ennesima gabella per addolcirla, proprio come una bibita zuccherata: ma non sempre ce la danno a bere.

One Comment

  1. ruggieri francesco paolo 28 agosto 2012

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