in Benessere Psicofisico

Sviluppo sostenibile per alimentare la salute

salute e ciboQuando parliamo di salute parliamo anche di paesaggio, di qualità del cibo, insomma…della qualità della vita.
Sono argomenti connessi l’uno con l’altro, ma spesso e volentieri vengono dati per scontati o percepiti come secondari nel tran tran della vita quotidiana.
L’inquinamento e la cementificazione mettono a rischio molte forme di vita che fanno parte del grande ciclo di cui ho accennato prima, di cui noi siamo l’ultimo anello, quindi paghiamo in termini di salute e di stress il cattivo rapporto che abbiamo con la Natura. Trattiamo le risorse naturali come fossero inesauribili, non lo sono e anche questo aspetto è causa di disparità, malattie e guerre. Senza contare i cambiamenti climatici: l’ uomo ha più volte operato sull’ambiente circostante modellandolo a proprio piacimento, privilegiando solo se stesso, senza pensare alle conseguenze che avrebbe provocato la sua azione.
A fronte di ciò che è accaduto recentemente in Liguria, Toscana e Lombardia alcuni forse si sono resi conto della gravità che causa l’incuria dell’uomo e la mancata messa in sicurezza del territorio, della prevenzione assente contro il dissesto idrogeologico. Solo dopo le tragedie questo paese senza memoria si ricorda di questo argomento nei primi giorni del dramma per riempire le pagine di giornali, eppure viviamo in un Paese tanto bello quanto fragile.

Questa crisi epocale ha origini molto lontane, ed è giunto il momento di ripensare un modello di sviluppo che sia sostenibile con il Pianeta Terra per uscirne.
E’ un peccato non far niente col pretesto che non si può far tutto, diceva W.Churchill, mai frase così calzante riesce a descrivere gli alibi e l’impegno civile che lottano tra loro in ciascuno di noi. Occorre una presa di coscienza, prepararsi a vivere in un mondo con meno risorse, ma non per questo meno bello e meno meritevole del nostro rispetto; ricordiamoci che non ereditiamo la Terra dai nostri padri, ma la prendiamo in prestito dai nostri figli.
Le azioni concrete, che possiamo fare giornalmente e ci aiutano a risparmiare soldi, energia, compatibilmente con l’ambiente, constano in piccoli gesti che conosciamo bene tutti, ma per pigrizia non facciamo, e vanno dal diminuire lo spreco d’acqua, all’adozione di pannelli solari, dalla razionalizzazione delle risorse, al prediligere alimenti di stagione, locali, …
Compresi i provvedimenti apparentemente più astratti: ridurre il superfluo, che il consumismo ha elevato ad indispensabile, tenendo bene a mente che Il bisogno si placa, il desiderio mai.
Il filosofo ed economista Latouche ha riassunto in 8 parole, le 8R, come realizzare la decrescita serena: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. E‘ l’occasione per tornare a curare le cose importanti, l’essenziale è invisibile agli occhi, ed è solo con questa rivoluzione nei valori, nella ridefinizione del concetto di benessere che, a mio avviso, possiamo cambiare passo, o meglio tornare a camminare.

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