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Studi clinici che mostrano l’efficacia dell’omeopatia

omeopatiaLa recente storica apertura dell’AIFA nei confronti dei farmaci omeopatici, giunta dopo 17 anni di interminabile attesa, li equipara di fatto anche in Italia a quelli tradizionali, consentendo finalmente la registrazione definitiva di oltre 30.000 prodotti attualmente in commercio e dando la possibilità alle aziende di commercializzare nuove formulazioni, dando così nuovo impulso a un settore – quello delle medicine naturali – che non conosce crisi.
La notizia ha scatenato un dibattito nella comunità scientifica italiana e – tra le tesi critiche nei confronti di questa decisione – quella del farmacologo Silvio Garattini del Mario Negri di Milano, il quale mette in dubbio l’efficacia dell’omeopatia sostenendo che “Fino ad oggi nessuno studio scientifico serio ha mai dimostrato che l’omeopatia abbia un qualche effetto sul nostro organismo. E nessuno studio scientifico ha mai dimostrato che questo tipo di sostanze sia efficace contro una qualsiasi patologia”, dimostrando così di non dare credito o di non conoscere gli innumerevoli studi e ricerche a riguardo pubblicate nel database di PubMed, la banca dati biomedica accessibile gratuitamente on-line, sviluppata dal National Center for Biotechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM).
“Le evidenze scientifiche a comprova dell’efficacia dell’omeopatia ci sono e sono facilmente accessibili – ha dichiarato Alessandro Pizzoccaro, Presidente del CdA di GUNA, azienda leader in Italia nel comparto della medicina biologica, e membro del Direttivo dell’Associazione di categoria Omeoimprese – ma evidentemente persistono da più fonti pregiudizi ideologici che tentano di screditare la decisione annunciata dall’AIFA di regolarizzare la posizione Italiana in linea con una direttiva Europea vincolante. Da oltre 10 anni la nostra azienda è impegnata in studi clinici e – in collaborazione con AIOT, la più rappresentativa associazione italiana di medici che usano medicine complementari – abbiamo sintetizzato parte di questo impegno in un volume che raccoglie una selezione degli studi clinici sull’omeopatia più significativi, pubblicati anche su riviste indicizzate che rispettano in modo rigoroso i criteri e le metodologie scientifiche attualmente imposte. La pubblicazione ‘Le evidenze scientifiche dell’efficacia di Omeopatia – Omotossicologia’, scaricabile gratuitamente dal sito web www.guna.it e del quale è in preparazione la quinta edizione, è la dimostrazione di come i medicinali low-dose producano effetti terapeutici certi, basati sull’evidenza scientifica e la Good Clinical Experimental Practice” ha aggiunto Pizzoccaro.
La prima parte del volume citato analizza una parte della vasta produzione di studi farmacologici in vitro, in vivo e intra vitam relativi all’attività biologica di medicinali omeopatici. Sono stati analizzati 113 lavori condotti secondo metodologie sperimentali di qualità pubblicati, tra gli altri, su 19 testate scientifiche internazionali non omeopatiche. La seconda parte è invece dedicata alla classificazione e all’analisi delle migliori pubblicazioni in campo clinico: studi clinici sull’uomo, controllati e versus placebo o versus farmaco allopatico corrispondente di riferimento, molti dei quali pubblicati su accreditate riviste mediche internazionali non omeopatiche. L’ultima parte infine è un’analisi sinottica di 13 studi clinici, scelti tra quelli che prevedono il confronto tra un medicinale omotossicologico e il farmaco allopatico corrispondente di riferimento, coerentemente con la Dichiarazione di Helsinki che sosteneva che: “Un metodo nuovo sull‟efficacia farmacologica dovrebbe essere valutato versus i metodi preventivi, diagnostici e terapeutici già comprovati”. Dagli studi e dalle ricerche proposte nel volume emerge che generalmente l’effetto terapeutico del medicinale omeopatico o omotossicologico è quanto meno sovrapponibile a quello del farmaco allopatico corrispondente di riferimento utilizzato per la stessa patologia, ma – a differenza di quest’ultimo – il medicinale omeopatico-omotossicologico non provoca gli effetti collaterali negativi che il farmaco allopatico spesso rischia di indurre nell’organismo del paziente.
Un volume questo che conforta l’apertura dell’AIFA e – aggiunge Pizzoccaro “ridà dignità agli 11 milioni di italiani che utilizzano con successo farmaci non convenzionali per curare e prevenire malattie, e soprattutto quella dei 20.000 medici iscritti all’Albo che – con un saggio atteggiamento ‘complementare’ – li prescrivono”.

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