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Scrivere a mano fa bene ai bambini

Scrivere a manoE’ recente la notizia che ha fatto molto discutere che non rende più obbligatorio scrivere a mano nelle scuole finlandesi. Questa svolta nel sistema scolastico scandinavo ha fatto insorgere o plaudire molti, a seconda degli schieramenti pro e contro ma alcuni Stati, inizialmente favorevoli, stanno già facendo marcia indietro. Infatti gli esperti sono preoccupati, in quanto le abilità che non si utilizzano si perdono: il progressivo abbandono della scrittura manuale in favore di tastiere e tablet comporta più danni che benefici per gli studenti. Ad affermarlo è Benedetto Vetecchi , professore di Pedagogia Sperimentale all’Università Roma Tre. Il professore precisa che non si vuole demonizzare la tecnologia web, che offre ovviamente opportunità straordinarie, ma solo invitare a riflettere sugli effetti nei bambini. Le nuove tecnologie vanno messe in mano ai ragazzi gradualmente e nei tempi giusti, occorre prima che imparino a scrivere a mano, afferma l’esperto, dopodiché si può aggiungere un ulteriore strumento.
Scrivere con carta e penna attiva nel nostro cervello zone che rimarrebbero spente quando digitiamo, rende più ricettivi, meno passivi e più interattivi. E’ importante scrivere a mano perché migliora le connessioni neuronali del cervello, la lettura e l’ortografia, l’autodisciplina e la concentrazione, facilita l’apprendimento, ci rende più indipendenti, accresce le capacità fino-motorie. Il cantautore Caparezza elogia romanticamente le mani sporche di inchiostro, in una canzone dal titolo emblematico “Chinatown”.

Abbiamo già parlato del problema della cosiddetta Infobesity, la bulimia di dati e il conseguente calo della nostra concentrazione. Una parte del nostro cervello ne risente, così certificano gli studi scientifici. Touch screen e computer sono entrati nella nostra quotidianità fino quasi ad invaderla ed influire sul nostro comportamento. La sovraesposizione informatica fa male, fa aumentare lo stress. Essere continuamente interrotti da una notifica o da una mail ci tiene in uno stato d’allerta e stimolazione, che provoca eccitamento e questa scarica di dopamina può creare dipendenza.
Segnaliamo questo articolo per chi volesse approfondire l’aspetto commerciale legato alla privacy rispetto al web: come i social network e i motori di ricerca che usiamo giornalmente guadagnano con il nostro tempo. Con questo ribadiamo che la tecnologia ha applicazioni straordinarie e per la nostra stessa presenza online dobbiamo dire grazie al web, invitiamo però a riflettere sul tempo, il valore e la qualità della nostra navigazione.
Detto ciò, Buon vento a tutti i navigatori!

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