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Residenze per anziani: progetto per migliorare la qualità dell’assistenza

residenza anzianiIn Italia, secondo dati ISTAT (2011), la popolazione ultraottantenne, ovvero quella presso cui si concentra il maggior fabbisogno assistenziale, passerà dagli attuali 2,9 milioni di persone a oltre 7,7 milioni nel 2030. In particolare, le stime circa il fenomeno della non autosufficienza fornite sempre da ISTAT accertano un tasso di incidenza presso questa popolazione anziana, di circa il 18,7%, pari cioè a 2 milioni di persone, destinato anch’esso a crescere proporzionalmente per arrivare a raggiungere un totale di 3,5 milioni di persone nel 2030. Se si prendono in considerazione, oltre agli anziani malati, i caregiver informali che sono spesso votati ad assisterli, anche se la loro disponibilità è in diminuzione, e tutti gli altri attori coinvolti a vario titolo nei processi di assistenza e cura –  le stime per esempio delle sole assistenti familiari in Italia parlano di oltre 840mila persone – il tema della non autosufficienza potenzialmente interessa oggi almeno 5 milioni di italiani, più di un cittadino su dodici.
Il tema dell’assistenza si configura, quindi, centrale per il futuro del Paese e il progetto M.A.R.A., le cui specifiche sono descritte di seguito, intende affrontare il problema della qualità delle cure erogata oggi nelle residenze per anziani, individuando proposte concrete di  miglioramento, a partire dalla formazione del personale medico e sanitario che vi opera. Eppure si parla delle residenze per anziani solo quando diventano protagoniste delle cronache per casi di malpractice, abusi o situazioni di estremo degrado. Altrimenti, raramente sono degne di ricevere l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media, delle istituzioni, perché considerate forse marginali, come gli ospiti a cui danno assistenza. In realtà queste residenza, alla luce delle dinamiche socio-demografiche ed economiche in atto, sono destinataìe ad acquisire una rilevanza sempre maggiore. Diventa prioritario avviare, quindi, una riflessione ed un dibattito sulle prospettive di cura offerte oggi da queste strutture e su come intervenire per migliorarne la qualità, affinché siano in grado di soddisfare i bisogni in costante evoluzione dell’anziano non autosufficiente, svolgendo un importante ruolo sia sul piano sanitario che civile e sociale.

Il progetto M.A.R.A è dedicato al Miglioramento dell’Assistenza nelle Residenze per Anziani, curato dal prof. Marco Trabucchi, Dipartimento di Medicina, Università di Roma Tor Vergata e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia e dal prof. Giuseppe Bellelli, Clinica Geriatrica, Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione, Università degli Studi di Milano-Bicocca, A.O. San Gerardo di Monza. Con loro, un consolidato gruppo di gruppo di lavoro, costituito da medici ed operatori di residenze per anziani presenti in Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, che si è occupato dell’elaborazione e stesura di raccomandazioni ed indicazioni, raccolte nell’omonimo volume presentato oggi, ai fini di migliorare la qualità dell’assistenza e rendere la vita degli anziani istituzionalizzati sempre più libera da sofferenze o inutili limitazioni.

“L’invecchiamento progressivo della popolazione, l’aumento dell’incidenza di patologie croniche e del tasso di disabilità, i mutamenti intervenuti a livello sociale ed il profilarsi di nuovi nuclei familiari in cui il caregiving trova sempre meno spazio, unitamente alla crisi economica, che determina una contrazione delle risorse destinate all’assistenza, impongono una nuova sfida a coloro che operano in ambito geriatrico e che sono chiamati a trovare e costruire nuove strade percorribili per far fronte ai bisogni emergenti di questo segmento dello società, sempre più fragile e vulnerabile, rappresentato dall’anziano non autosufficiente.” – spiega il prof. Trabucchi, Dipartimento di Medicina, Università di Roma Tor Vergata e Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia – “La risposta fornita oggi è carente e ancora di più lo sarà domani, se non si interviene prontamente: di fronte allo stesso bisogno vitale (gli anziani malati della Lombardia non sono diversi da quelli della Campania), si mettono in atto interventi completamente difformi tra loro, con evidenti disparità nei risultati raggiunti. L’ambito d’azione che abbiamo identificato come prioritario del progetto M.A.R.A., che nasce proprio con l’obiettivo di delineare percorsi maggiormente omogenei di cura ed assistenza e migliorare la qualità di vita degli anziani ricoverati in queste strutture, è quello della formazione del personale, impegnato in prima linea in questo delicato compito di assistenza e cura.”
Nel nostro Paese, si è dedicata in questi anni poca attenzione alla specificità delle formazione dei medici delle residenze, sia in ambito universitario sia di formazione permanente. Eppure, essa rappresenta un aspetto centrale per il futuro del sistema assistenziale, dal momento che la letteratura scientifica sulla long term care ha ampiamente dimostrato che, laddove si è riusciti ad implementare protocolli gestionali e linee guida condivisi tra le varie figure professionali coinvolte nei processi di assistenza e cura nelle residenze per anziani, si possono raggiungere significativi vantaggi per il sistema, inclusa una migliore qualità della vita dei pazienti e dei loro famigliari, una riduzione degli eventi clinici avversi e dei ricoveri ospedalieri inappropriati.
“Il volume che presentiamo oggi vuole proporsi come uno strumento utile a colmare questo forte bisogno formativo. Si tratta un testo collettivo, ricco di informazioni, consigli ed indicazioni operative per tutti coloro che prestano servizio presso le residenze per anziani, con l’intento di promuovere una maggiore conoscenza e gestione di alcune patologie di rilevante impatto epidemiologico e clinico all’interno della realtà specifica delle RA” – spiega il prof. Bellelli, Clinica Geriatrica, Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione, Università degli Studi di Milano-Bicocca, A.O. San Gerardo di Monza – “Ciò nella consapevolezza che è solo attraverso una maggiore conoscenza e condivisione del know how, che sarà possibile affrontare le dinamiche complesse che caratterizzano l’assistenza all’anziano e trovare gli spunti per sempre nuovi progetti di studio e ricerca, miranti a rendere compatibili i bisogni dell’anziano che si aggravano progressivamente, con le condizioni oggettive che caratterizzano le RA dal punto di vista umano, organizzativo, tecnico ed economico. Sono sfide di portata drammatica, ma che non possono essere evitate da chi, come la geriatria, è impegnata da sempre ad assicurare un futuro il più possibile dignitoso alle persone anziane fragili all’interno della rete dei servizi loro dedicata.”

Il progetto M.A.R.A. è stato reso possibile grazie al contributo incondizionato di Sanofi ed ha ottenuto il patrocinio scientifico della Fondazione Sanofi-aventis.

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