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Regolamentazione medicine non convenzionali: prima legge nelle Marche

medicine non convenzionaliArriva dalle Marche una importante novità riguardante la medicine non convenzionali: si tratta della prima legge regionale del genere in Italia. La proposta di legge “Modalità di esercizio delle medicine complementari” intende tutelare, nel rispetto dell’accordo Stato – Regioni del 7 febbraio 2013, la pratica delle medicine complementari esercitate dalle professioni sanitarie, ossia da medici, farmacisti, veterinari. Si parla di agopuntura, fitoterapia, omeopatia, antroposofia e omotossicologia. Per altre tipologie di trattamento, quali chiroterapia, osteopatia, naturopatia, è in progetto una proposta normativa specifica.

In Italia, secondo i dati Eurispes, il 14,5% della popolazione ricorre a trattamenti effettuati attraverso medicina non convenzionale. Grande successo ha l’omeopatia (6,2%), seguita da fitoterapia e terapie con aghi per agopuntura. Si affidano a queste cure alternativa persone di età adulta, dai 25 ai 64 anni, in maggior parte donne, 4 milioni e e 700 mila, mentre gli uomini sono 3 milioni e 162 mila.

Nelle Marche, secondo l’Istat, il tasso di utilizzo è del 13,8%, ma si tratta di una statistica del 2005: il trend è sempre in crescita. Di fronte a dati di questa entità è logico l’interesse a una regolamentazione da parte del sistema sanitario pubblico per tutelare la libertà di scelta dei cittadini, garantendo la consapevolezza dell’offerta e la sicurezza delle prestazioni: la scelta di prodotti per agopuntura e la tecnica per l’uso, con rispettivi rischi e benefici, non possono essere lasciati al caso. Stesso ragionamento per l’omeopatia e la fitoterapia. Per questo motivo la legge stabilisce degli standard di qualità formativi di base per la pratica dei trattamenti. I corsi di formazione dovranno essere di almeno cinquecento ore in tre anni e prevederanno un esame finale.

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