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Realtà aumentata: i rischi della tecnologia persuasiva

realta aumentataAbbiamo recentemente parlato del fenomeno Pokémon Go che, vuoi per la nostalgia per i vecchi cartoni animati, vuoi per la tecnologia usata, ha avuto molto successo.
Questo boom ci ha fatto riflettere sulla realtà aumentata. Si tratta di un’esperienza che sovrappone elementi virtuali a quelli fisici con lo scopo di aumentare la percezione sensoriale dell’ambiente che ci circonda.

Le applicazioni della realtà aumentata sono molteplici: pubblicità, turismo, medicina,…
Qualche museo sfrutta già questa tecnologia: si tratta di un ausilio tutto sommato utile all’esperienza della visita museale. Anche nella ricerca darà sicuramente un contributo importante, ma la mia paura è che, come già accaduto per altre invenzioni tecnologiche, vadano oltre la funzione per cui sono state concepite.
Per motivi commerciali, Facebook ci ha privato della nostra privacy col nostro consenso. Anche questa era una piattaforma pensata inizialmente per una chat interna tra studenti universitari e presto ha cambiato destinazione d’uso, diventando uno strumento di marketing.
Intendo dire che se dovesse diventare una presenza fissa, inclusa nel nostro smartphone o negli occhiali Google Glass, lo scenario sarebbe inquentante.
Come racconta questo video, l’abuso della tecnologia potrebbe farci diventare alienati: bombardati da pubblicità, le nostre attività e contatti umani sarebbero mediati da un dispositivo e cosa resterebbe di noi?
Questa visione potrebbe sembrare un po’ apocalittica, ma purtroppo quelle che si vedono per le strade, per le metropolitane, davanti a monumenti e luoghi meravigliosi sembrano “scene di ordinaria follia”. Non prestiamo più tanta attenzione a ciò che abbiamo intorno, ma siamo più interessati ad immortalarci con un selfie, navigare sui social,…

Tutto questo è preoccupante se non ci moderiamo: dovremmo ricordarci che la realtà aumentata non è la realtà concreta e che le tecnologie persuasive possono creare dipendenza. Domandiamoci se ne vale la pena e che discrepanza c’è con la vita reale. Si rischia di sconfinare in una simulazione di vita in cui i nostri comportamenti vengono manipolati.
Per il momento si tratta solo di distopia, ci auguriamo che resti tale. Dipende da noi.

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