in Psicologia

Rabbia contro Dio: impulso da controllare

dioLa collera contro Dio aumenta durante i periodi di crisi individuale: in momenti decisivi della vita personale come la scomparsa improvvisa di una persona cara o la diagnosi di una malattia grave, è quasi normale avere un impulso di rabbia. Una ricerca pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology mostra però come i credenti se la prendano meno con il Buon Signore o altri dei rispetto a coloro che non hanno una fede salda e che detengono una coscienza che recupera il divino solo nei momenti cruciali. In particolare, le persone più religiose, soprattutto cristiani e protestanti, si arrabbiano meno con la divinità: imputano comunque alla divinità la responsabilità per certi cattivi eventi ma sono anche più propense a credere nella Provvidenza che li sta mettendo davanti a prove di rafforzamento.
La rabbia contro Dio può essere anche solo momentanea, ed esaurirsi nel tempo di una bestemmia, ma può anche diventare cronologicamente più lunga, provocando stati di ansia e depressione per il fatto di sentirsi abbandonati da Dio.
L’impulso di rabbia contro Dio va dunque controllato al pari di quello contro le persone: essere in collera per lungo tempo rischia di fare perdere valori nei quali si è creduto e che hanno costituito parte fondante della propria personalità. Per quanto possibile, anche le divinità vanno trattate con equilibrio e pazienza.

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