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Pubblicità alla Marlboro a Porta a Porta: piovono critiche e proteste

Pubblicità Porta a PortaDurante la puntata del 9 settembre di “Porta a Porta” la Marlboro ha goduto di un’ampia pubblicità gratuita e occulta. La Philip Morris non poteva sperare di meglio. Tutto accuratamente studiato per fare apparire intenzionalmente il marchio Marlboro in tutte le inquadrature, nonostante le norme che controllano il consumo del tabacco, per contenere i gravissimi danni alla salute, all’economia e all’ambiente. E senza alcuna avvertenza come la legge impone quando si mostrano pubblicamente prodotti del tabacco.

“Ma la pubblicità dei prodotti del tabacco in Italia è vietata da oltre 50 anni” osserva il prof. Giacomo Mangiaracina, segretario della Consulta sul Tabagismo e direttore della rivista scientifica ‘Tabaccologia’. In effetti l’articolo unico della L. 10 aprile 1962, n. 165, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 1962, n.111, tuttora in vigore, dispone testualmente: “La propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale od estero, è vietata”.

La Consulta Nazionale sul Tabagismo, presieduta dall’ex ministro prof. Girolamo Sirchia, protesta e invita il giornalista Bruno Vespa a chiedere scusa per la violazione delle norme vigenti sul controllo del tabacco e ha sentito il presidente Carlo Rienzi del Codacons per l’eventuale applicazione di procedure sanzionatorie.

Invita altresì il giornalista Bruno Vespa ad organizzare una trasmissione interamente dedicata al tabagismo e ai problemi fumo-correlati (economici, sociali, ambientali, recenti normative,…) di concerto con la Consulta sul Tabagismo.

“Quanto alla Ferrari, – aggiunge Mangiaracina – pochi sanno che la Marlboro impose a suo tempo alla Ferrari un “rosso Marlboro”, un po’ più chiaro del “rosso Ferrari”, per accostarlo al colore del pacchetto delle sigarette”. Una forma di pubblicità subliminale che ha fatto ancora gioco con quella esplicita di ieri sera, in barba a qualsiasi regola e tutela dei cittadini.

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