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Il progetto IPO-POP: Ipotiroidismo e Popolazione

ipotiroidismoUna novità nella cura dell’ipotiroidismo: alla tradizionale levotiroxina sodica in compresse e gocce, si aggiunge la nuova formulazione liquida in flaconcini orali monodose (Tirosinta soluzione orale monodose – IBSA), presentata al congresso internazionale di endocrinologia ICE/ECE svoltosi a Firenze nelle scorse settimane.
La levotiroxina sodica è riconosciuta come la cura più efficace per chi soffre di ipotiroidismo, va presa al mattino a digiuno, con le raccomandazioni di non fare colazione per almeno 30-60 minuti. La dose del farmaco, inoltre, con il passare del tempo e il variare delle condizioni, potrebbe richiedere continui controlli ed aggiustamenti per raggiungere lo stesso risultato.
Da queste esigenze nasce la nuova formulazione liquida, più maneggevole, in grado di migliorare sensibilmente la qualità di vita dei pazienti, l’aderenza alla terapia e diminuire la frequenza dei controlli di laboratorio.
Uno studio sulla nuova formulazione, presentata a Firenze, da Murray Ducharme, Professore Associato di Farmacologia – Università di Montreal, Canada – ha evidenziato come la formulazione liquida, rispetto alle compresse, raggiunga la massima concentrazione nel sangue 30 minuti prima, non necessitando della fase di dissoluzione. Dal punto di vista clinico ciò si concretizza in un minor rischio di interazione con alimenti o altri farmaci.
A riprova di quanto riportato dal Prof. Ducharme, lo studio presentato da Salvatore Benvenga, Professore Ordinario di Endocrinologia – Università di Messina – ha evidenziato che l’assorbimento della levotiroxina sodica in compresse è influenzato da fattori esterni quali gli inibitori di pompa protonica (comuni farmaci per la gastrite o per il reflusso gastro-esofageo). Questi farmaci, innalzano il pH dello stomaco e riducono la dissoluzione della compressa di levotiroxina sodica e, di conseguenza, il suo assorbimento. La stessa riduzione di assorbimento avviene se non vengono rispettati i tempi tra l’assunzione della compressa di levotiroxina sodica ed il caffè mattutino o la colazione. Benvenga ha anche stimato i risparmi economici derivanti dal ridotto ricorso ai dosaggi ormonali di controllo, vista la prontezza con cui la formulazione liquida raggiunge e mantiene i valori desiderati di TSH nel sangue, nonostante la concomitante assunzione degli inibitori di pompa protonica.
L’ipotiroidismo è una malattia cronica, come lo è la cura con la levotiroxina sodica, da seguire per tutta la vita. Oltre 2,5 milioni di italiani, prevalentemente donne, soffrono di ipotiroidismo, con un’incidenza che va dal 7-8% in età fertile fino a 10-15% nel periodo post-menopausale. L’ipotiroidimo è una malattia facilmente curabile, ma ancora scarsamente conosciuta e, come testimonia una recente ricerca effettuata da DOXA, è insufficiente l’attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce di questa malattia.
La ricerca DOXA ha evidenziato che l’ipotiroidismo è ritenuto serio e limitante solo dal 7% degli italiani, anche se ben un paziente su tre dichiara di soffrire di importanti disagi fisici.
La diagnosi di ipotiroidismo arriva mediamente soltanto un anno dopo i primi sintomi, proprio perché si pensa a tale patologia dopo aver escluso tutto il resto. Il 70% degli italiani ha dichiarato infatti di non aver mai fatto un controllo della funzionalità della tiroide.
Per questi motivi IBSA Farmaceutici Italia promuove il progetto IPO-POP (Ipotiroidismo e Popolazione), in collaborazione con le associazioni dei pazienti attive nelle diverse realtà locali, per aumentare la sensibilità sulle malattie della tiroide e migliorare l’informazione e il dialogo medico-paziente.
Il progetto IPO-POP prevede incontri in diverse città italiane, nel corso dei quali chi soffre di patologie tiroidee potrà partecipare ed esprimere i propri dubbi, raccontare le proprie esperienze, il grado di soddisfazione o insoddisfazione percepito rispetto alla cura, alla propria qualità di vita e al rapporto con il medico.
Il primo appuntamento è per sabato 16 giugno ad Albano Laziale presso l’Ospedale Regina Apostolorum, un centro di eccellenza nella cura della tiroide che, grazie a un team di specialisti, coordinati dal Primario Prof. Enrico Papini, ha messo a punto metodiche chirurgiche innovative che hanno fatto scuola in Italia e all’estero.

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