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Stato della prevenzione dell’ictus da fibrillazione atriale

ictus cerebrale“Prevenzione dell’ictus causato da fibrillazione atriale: cosa può fare la Comunità Europea?”: questo il tema al centro dell’incontro che ha visto protagonisti, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles, alcuni Membri del Parlamento, medici ed associazioni di pazienti, tra cui A.L.I.Ce. Italia Onlus, l’Associazione che da oltre dieci anni è impegnata nel diffondere una maggiore consapevolezza sulle cause dell’ictus cerebrale e nel favorirne la prevenzione.

Un’attenzione particolare è stata dedicata ai fattori di rischio come la fibrillazione atriale, anomalia del ritmo cardiaco più diffusa al mondo di cui soffrono nove milioni di persone solo tra Europa e Stati Uniti. I partecipanti all’incontro hanno illustrato le loro proposte ideate per combattere questa patologia che costituisce un serio problema anche a livello socio-economico. In particolare, A.L.I.Ce. Italia Onlus, rappresentata dal Presidente Onorario Maria Luisa Sacchetti, ha suggerito che venga realizzata, a livello europeo, un’indagine sulla conoscenza dell’Ictus. A.L.I.Ce. Italia Onlus ha inoltre proposto di istituire una giornata durante la quale, ogni anno, l’Unione Europea informi la popolazione su ciò che è stato fatto per prevenire l’Ictus negli Stati Membri e ha consigliato di collaborare con la World Stroke Organization in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale (29 ottobre) con una declinazione, a livello europeo, degli slogan utilizzati a livello mondiale.

A sostegno della proposta di A.L.I.Ce. Italia Onlus, la Professoressa Maria Luisa Sacchetti ha presentato alcuni dei risultati emersi dalla ricerca “I costi sociali ed i bisogni assistenziali dei malati di Ictus Cerebrale”, presentata nel 2010 dalla Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus, insieme alla Fondazione Censis e al Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze. L’indagine ha messo in luce come l’ictus rimanga ancora, per moltissimi italiani e in particolare per i più anziani, una patologia quasi sconosciuta: il 77,0% pensa di sapere cos’è, ma tra loro è solo il 55,8% ad identificarlo correttamente come una malattia del cervello. I sintomi specifici dell’ictus vengono identificati con maggior precisione: è infatti il 68,7% a indicare l’improvvisa paralisi di un lato del corpo come uno di essi, mentre il 58,8% fa riferimento all’improvvisa difficoltà a parlare o a comprendere quello che ci viene detto. E’ però soprattutto la mancata conoscenza dell’importanza enorme che possono avere il tempestivo trattamento specifico come la trombolisi e l’invio ad una stroke unit a costituire un dato preoccupante, considerando che si tratta di misure terapeutiche che possono ridurre in modo decisivo i danni dell’ictus.

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