in Sessualità

Uso del preservativo: divergenze tra Chiesa e Mons.Kevin Bowling

kevin bowlingAlla fine dell’anno scorso alcune dichiarazioni di Papa Benedetto XVI avevano fatto presagire un’apertura del Vaticano all’uso del preservativo ma la Conferenza circa la diffusione dell’Aids tenutasi lo scorso weekend a Roma ha deluso le attese di chi sperava in questa rivoluzione di pensiero. Sebbene dal 1990 ad oggi il virus HIV sia passato da otto milioni di infezioni a trentatre milioni, la Chiesa non vuole cedere: per combattere l’Aids l’unico rimedio ammesso è la castità, o la fedeltà, in caso di matrimonio. Eppure la Chiesa è anche uno degli enti che più si occupa delle cure dell’Aids, con le sue 117.000 strutture di cura sparse in tutto il mondo.
Anche al suo interno la Chiesa appare comunque soggetta a posizioni sempre più contrastate: agli oltranzisti, che vedono nell’uso del preservativo una via al libertinaggio, si oppongono voci come quella di Monsignor Kevin Bowling (nella foto), vescovo di Runsteberg, in Sudafrica, dove le difficili condizioni di vita praticamente impongono l’adozione dei preservativi per evitare alle donne di morire di contagio altrimenti inevitabile.
Forse se anche i vertici della Chiesa ragionassero in maniera universale, potrebbero tenere maggiormente in considerazione i casi specifici, invece di arroccarsi su posizioni intransigenti che la allontanano dalla storia, quella con la “s” minuscola, forse poco importante per libri e teologi, ma fondamentale per ogni uomo che transita su questa piccola Terra.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *