in Dieta e Alimentazione

Pesca selvaggia, le conseguenze anche sulle nostre tavole

Pesca SelvaggiaHo recentemente assistito a Presa Diretta, il programma di RaiTre di Riccardo Iacona che, con le sue inchieste, rappresenta davvero un servizio pubblico. Trovo doveroso e interessante riportare il contenuto della puntata interamente dedicata alla pesca selvaggia, poiché è un argomento che riguarda anche noi, in quanto il pesce finisce sulle nostre tavole (anche se in quantità sempre minori proprio a causa di questo modo di pescare…). Il racconto dell’ottima redazione ha messo in luce come abbiamo saccheggiato il tesoro del mare con anni e anni di pesca portata avanti in modo selvaggio, ossia senza regole. Ciò avviene nonostante i fermi pesca, le quote, gli accordi internazionali e non fa altro che danneggiare il mare, facendolo diventare sempre più povero di pesce e tutto questo tocca anche noi, nonché i pescatori, che vendono le loro barche e le loro licenze.
Si pesca troppo e si pesca male e i cronisti di Presadiretta l’hanno magistralmente documentato, viaggiando nel Mediterraneo tra la Sardegna e l’isola di Malta per raccontare la storia del tonno rosso, uno dei più grandi paradossi dell’industria ittica contemporanea. Protetto per anni, questo pesce si è riprodotto e viene pescato nel Mediterraneo con il regime delle quote. Nelle nostre tavole è però scomparso. Malta non è contemplata nelle naturali rotte del tonno rosso, ma putroppo i pochi armatori italiani proprietari delle quote lo vendono ai pescherecci maltesi che lo rivendono ai giapponesi per il sushi. E’ paradossale che un prodotto così pregiato e tipico del nostro mare, con il quale hanno vissuto generazioni di pescatori, vada a finire così lontano senza passare dalle nostre cucine e senza sfamare i nostri pescatori. C’è un problema con le quote e il governo deve fare qualcosa per risolvere la questione: i pescatori meritano una risposta e le leggi che tutelano la fauna ittica vanno fatte rispettare.

Inoltre le telecamere di Presadiretta sono andate in Senegal per raccontare la pesca di rapina dei grandi gruppi internazionali. Qui le flotte di pescherecci russi, asiatici ed europei pescano migliaia di tonnellate di pesce, impoverendo le riserve ittiche e le comunità locali che vivono di pesca.
La solita e triste storia di risorse di paesi del Terzo Mondo e in via di sviluppo che vengono sfruttate dagli altri, compresi noi occidentali, rovinando economie di popoli che meritano quanto noi di vivere nel benessere, ma che non lo raggiungeranno mai fino a che si continua a saccheggiarli.

Esistono anche esempi positivi, come Talamone in Toscana, Torre Guaceto in Puglia, Favignana in Sicilia, dove con le riserve, le aree marine si è scelto di proteggere il mare e chi lo abita. E i frutti di queste scelte ci sono: i fondali si sono ripopolati e si pratica la pesca, ma nel rispetto del pesce e della legge.

Anche noi consumatori possiamo fare qualcosa subito anche da molto lontano per salvare mare, pesci e noi stessi:

-non mangiare la neonata (pesce appena nato) che si trova illegalmente sui banconi di molti mercati:
per ogni kg di novellame pescato si perdono 2 quintali di pesce adulto.

– preferire pesci piccoli come il sugarello, il tonno alletterato, le triglie, i moscardini,… Questi pesci hanno tutti ciclo vitale breve, si riproducono presto e non hanno il tempo di assumere diossine e quindi di assorbire (bioaccumulo) tutte quelle sostanze che contaminano il mare. Al contrario, i grandi pesci che siamo abituati ad acquistare, come fossero bistecche (tonno, pesce spada,…), mangiano tanto e vivono tanto quindi hanno più probabilità di contaminarsi con gli inquinanti presenti nell’acqua marina, sempre a causa dell’uomo.

I pesci non hanno facoltà di parola e non sanno difendersi, quindi facciamolo noi e non abbocchiamo alla tentazione di comprare la neonata, perché se vogliamo che i pesci continuino ad esserci dobbiamo fare scelte più consapevoli partendo dalla vita di tutti i giorni.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *