in Psicologia

Quando la passione diventa professione: i potenzialisti

potenzialistiNell’odierno contesto socio-economico, gli italiani sono sempre più intenzionati a rivalutare le priorità della propria vita e a indirizzarsi verso uno stile di vita nuovo volto ad arrichire la propria quotidianità con nuove esperienze e a coltivare le proprie passioni. Questo il punto di partenza della ricerca “I Potenzialisti”, uno studio realizzato proprio da American Express su un campione di 2.000 italiani che ha analizzato come i nostri connazionali vivono la propria vita in linea con la tendenza, a livello globale, di ottenere uno stile di vita appagante, olistico e “laterale.” Le persone che condividono questo approccio sono definiti ‘Potenzialisti’.
Grazie all’impulso della ricerca, secondo la quale l’85% degli italiani sta rivalutando le priorità della propria vita, è nata la tavola rotonda tenutasi a Milano l’8 maggio presso The Hub, durante la quale sei Potenzialisti hanno raccontato le proprie storie e si sono confrontati live con il popolo del web. Punti in comune degli invitati, secondo il pubblico di Twitter – che ha portato i #Potenzialisti a diventare in meno di un’ora trend topic della giornata – sono il networking come opportunità, imparare a seguire le proprie passioni, andare controcorrente e resistere alle difficoltà.
La ricerca American Express ha rivelato che per il 30% degli italiani, la mancanza di tempo è il primo ostacolo nel cammino per la realizzazione del proprio potenziale, e il 77% ammira coloro che realizzano le proprie ambizioni e i sogni personali.
Durante la tavola rotonda, i sei Potenzialisti invitati e moderati dalla giornalista Monica D’Ascenzo, hanno illustrato come la più grande guida per iniziare sia stata l’immaginazione in ognuno di loro: dal desiderio di aprire un’attività di famiglia di green design fino all’ideazione di un’Associazione mai esistita prima in Italia sul Food Design.
Se ben 1 italiano su 5 vorrebbe lasciare il suo posto fisso per iniziare una nuova carriera, a modello Potenzialista c’è David Casalini, che ha lasciato la sua posizione in Condè Nast, in attesa di un figlio, per creare la sua start up: i Potenzialisti risultano non essere l’eccezione, ma sono da considerare solo persone che ci provano e credono in ciò che fanno, perchè diventare Potenzialista, oggi, risulta essere la via di fuga, per la quale non serve avere una via di fuga! dare un impulso positivo.
Il 58% degli italiani intervistati dice di aver riscoperto cose, persone e attività che avevano dimenticato, come è successo a Francesco Tropea che, andando contro le idee della propria famiglia, con una laurea in economia, abbandona l’impiego in banca per rimettersi a studiare Architettura, suo sogno sin da giovane, e arrivare ad aprire Hope Center, a metà strada tra un business center e una location tradizionale. O come Alison e Donatella, rispettivamente Biochimica e Ingegnere, che hanno abbandonato le proprie rispettive professioni per sviluppare la creatività dei bambini a 360 gradi, con Fun Lab.
Per i Potenzialisti, l’espressione di sé sul luogo di lavoro è parte integrante della propria realizzazione. In Italia le persone stanno esprimendo il proprio potenziale creativo attraverso la ricerca di un lavoro appagante. Avere un lavoro appagante è per loro il secondo indicatore di qualità della vita (55%). A perseguire il proprio sogno, fin da bambina, è Letizia Maestri, Make Up Artist che, nel suo percorso di carriera, seguito con fortissima determinazione, è arrivata da un paesino di Trieste, a truccare star del calibro di Monica Bellucci o John Malkovich.

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