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Olio di palma e salute: il parere della dietista Emilia

olio di palmaUltimamente se ne sente parlare più spesso, tanto é vero che hanno girato spot pubblicitari sul celebre olio di palma, facendolo passare come un olio buono e sostenibile. Ma alla fine questo olio fa bene o fa male alla nostra salute? Viene coltivato soprattutto in Indonesia e in Malesia, provocando grandi disboscamenti: laddove c’erano foreste, ora ci sono immensi campi riservati alla coltivazione delle piante da cui si ricava questo prodotto, con danni generali all’ecosistema (animali che non vivono più in quelle zone e incendi con aumento del gas serra).
L’olio di palma è un olio vegetale, il più usato nel mondo, costa poco e offre grandi vantaggi per i produttori. A parità di spazio, si ricava più olio di palma che olio di girasole o di oliva, quindi si ha una rendita maggiore.
Ma che caratteristiche ha? L’olio di palma rende gli alimenti più cremosi e più appetibili, nella frittura dà un sapore croccante, più dell’olio di oliva, e costa anche di meno, oltre a conservare gli alimenti più a lungo. Per questo viene utilizzato molto nelle industrie del food, nelle grandi catene alimentari e ristoranti, ma sta avendo successo anche nel settore farmaceutico.
Non contiene colesterolo, perché deriva da piante, e sappiamo che i vegetali non apportano colesterolo, però è ricco di grassi saturi, che a lungo andare danneggiano la nostra salute. E’ molto simile al burro quindi, leggero, ma ricco di grassi “nocivi” per l’organismo rispetto ad altri oli. Durante la fase di raffinazione perde pure vitamine e antiossidanti, quindi non apporta troppi benefici!

Le categorie più a rischio sono i bambini dai 3 ai 10 anni, poiché consumano merendine, che ne contengono tantissimo, a seguire gli anziani, gli obesi, chi soffre di ipertensione o ha già problemi cardiovascolari.
Gli esperti in campo di alimentazione consigliano un massimo di 10% di calorie date dall’olio di palma, che corrisponde a circa 20g al giorno in una dieta normocalorica di 2000 Kcal (quindi pochissimo).
Inoltre, ricordiamo sempre gli abbinamenti giusti se si vuole utilizzare questo olio. Per non introdurre ulteriori grassi saturi, sarebbe buona abitudine non abbinare formaggi (soprattutto quelli stagionati che sono più grassi), carne, affettati o uova. Meglio un pasto vegetariano costituito da legumi più una fonte di cereali o pane, oppure del buon pesce ricco di omega 3 (acidi grassi buoni).
Altro consiglio: leggere sempre l’etichetta degli alimenti, perché magari pensiamo di non consumarlo, ma preparati per torte, dolci, merendine e molto altro ancora lo contengono e noi non ce ne rendiamo neanche conto!

Emilia, dietista

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