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La sindrome da occhio secco e i sostituti lacrimali

occhio seccoIrritazione, bruciore, secchezza, prurito, sensazione di sabbia negli occhi: queste sensazioni possono costituire i principali sintomi della sindrome da occhio secco. La superficie oculare è un sistema molto complesso, che vive un equilibrio precario costantemente minato da diversi fattori. Le cause scatenanti di una disfunzione oculare sono molteplici:
– fattori di predisposizione (variazioni ormonali, utilizzo di alcuni farmaci, interventi chirurgici agli occhi, malattie associate come il diabete, artrite reumatoide, problemi alla tiroide).
– fattori comportamentali (utilizzo prolungato del computer, aria climatizzata, fumo di sigaretta e smog, alcool e caffeina, sport all’aria aperta, utilizzo di lenti a contatto).

Proprio per condividere insieme le esperienze e le linee guida sulla gestione dinamica e customizzata del paziente con disfunzione lacrimale, sabato 2 aprile 2011 si è svolto il “Progetto Faro”, la prima web conference che ha coinvolto e collegato le cliniche universitarie e aziende ospedaliere oftalmiche di 7 città italiane, un board scientifico e una università Spagnola. Il convegno, con accreditamento ECM, ha visto la partecipazione di 50 relatori, un collegamento internazionale con il Prof. Juan Duran de la Colina specialista in oftalmologia e 800 medici oculisti del territorio.

“La disfunzione lacrimale è una situazione molto più diffusa di quello che si pensa, ne soffre il 15% della popolazione over 40, con un disagio per i sofferenti paragonabile all’angina”, asserisce il Prof. Maurizio Rolando, del Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica dell’Università di Genova, che presiede il board scientifico. “Proprio perché ogni occhio è diverso e differente è la sua evoluzione nel tempo – continua – è fondamentale sviluppare una terapia dinamica e su misura che deve partire da un’analisi attenta ed accurata della superficie oculare”.

Obiettivo del convegno sponsorizzato da Bausch&Lomb, è stato quello di riportare il paziente al centro del dibattito: ogni paziente è diverso dall’altro e per questo necessita di una terapia su misura; l’integrazione con un sostituto lacrimale deve avvenire dopo l’analisi della qualità della lacrima prodotta dal paziente in quel preciso momento: perchè lo stesso paziente cambia con il passare del tempo e l’invecchiamento gioca un ruolo importante nell’evoluzione della patologia. Un unico sostituto lacrimale per tutti i pazienti, in tutte le fasi della patologia non risolve il problema.

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