in Salute

Obesità: cause, complicanze e cura

obesitàFino a pochi anni fa l’obesità non era nemmeno considerata una malattia, oggi gli specialisti parlano di patologia sociale e “stato” di obesità. Vediamo quali sono alcune delle cause e delle complicanze principali.
Di solito, almeno nelle fasi iniziali, un ruolo di primo piano è giocato dall’eccesso prolungato negli anni di calorie: l’introduzione continua di alimenti ricchi di carboidrati e grassi, abitudini alimentari scorrette e sedentarietà sono sicuramente all’origine della malattia, la predisposizione genetica, fattori ambientali e socio-economici incidono invece sulla sua evoluzione.
Esistono due tipi di obesità: la prima, cosiddetta androide o “centrale”, in cui il grasso si accumula a livello viscero-addominale (la “pancetta”), molto più pericolosa perché associata a diverse complicanze metaboliche; la seconda, detta ginoide o “periferica”, in cui il tessuto adiposo si concentra a livello dei glutei e dei fianchi. Un ruolo sembra avere anche il tipo di tessuto adiposo: quello “bianco” è dannoso perché fa accumulare grassi; quello “bruno” è buono perché fa bruciare i grassi sviluppando energia.
L’obesità è ormai considerata un importante fattore di rischio per l’insorgenza di gravi patologie: un obeso ha un’aspettativa di vita inferiore di 10-20 anni rispetto ad un coetaneo normopeso. La complicanza più frequente è il diabete: l’80% dei diabetici di tipo 2 è obeso, mentre è obeso un individuo ogni 4 affetti da diabete di tipo 1. Ma l’obesità è anche responsabile di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, malattie cardiovascolari centrali e periferiche, ictus, problemi epatici ed insufficienza renale, osteoartriti, apnee notturne e fenomeni respiratori di tipo restrittivo, fino alla sterilità, ai problemi della sessualità e alle limitazioni gravissime della mobilizzazione. Infine, è dimostrata una stretta correlazione tra obesità e certi tipi di neoplasia.

Il grasso in eccesso viene identificato in due modi: il primo, semplice consiste nel misurare il punto-vita, è obesità a 102 cm per l’uomo e a 88 cm per la donna; il secondo è fondato sul rapporto tra peso corporeo diviso altezza al quadrato, un metodo facile con il quale si ottiene l’Indice di Massa Corporea (IMC). Un IMC tra 20-25 è normale, tra 25-30 è sovrappeso, 30 è obeso, superiore a 40 è obeso patologico, superiore a 50 è obeso gravissimo.

La prevenzione sarebbe l’ideale, a scuola e in famiglia: la riduzione di dolci, sostituiti magari da frutta e verdure, e tanto movimento (basterebbe dicono gli esperti una camminata al giorno di 20 minuti). Una volta fatta la diagnosi di obesità la cura consiste nella riduzione del peso corporeo sotto stretto controllo medico e, in seguito, nel mantenimento del peso raggiunto: dieta e pillole nella maggior parte dei casi falliscono e l’obesità si aggrava. Solo il 5% degli obesi, inoltre, è seguito da un medico. L’indicazione alla chirurgia bariatrica è inevitabile quando l’Indice di Massa Corporea supera pericolosamente 35, determinando un’obesità patologica o quando l’obesità si accompagna a patologie gravi.
Gli interventi sono di due tipi: “restrittivo” e da “malassorbimento”.

  • Bendaggio gastrico
    Una banda regolabile di silicone divide lo stomaco in due parti, il cibo passa lentamente dando una sensazione di sazietà.
  • Gastrectomia verticale
    Si asporta il 70-80% dello stomaco. I pazienti perdono circa il 70% del peso in eccesso perché le sostanze nutritive non vengono più assorbite.
  • Palloncino intragastrico
    Viene inserito con un catetere un palloncino di silicone che una volta posizionato si riempie di aria o soluzione salina. Il riempimento dello stomaco dà sazietà.
  • Bypass gastrico
    Si cuce una piccola sacca gastrica, il cibo così bypassa direttamente parte dello stomaco, il duodeno e il primo tratto dell’intestino. Si induce il calo del desiderio di mangiare.
  • Diversione biliopancreatica
    È l’intervento più complesso: si riduce il volume dello stomaco, si creano 3 tratti intestinali che ad un certo punto si ricongiungono. È il classico intervento da malassorbimento.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *