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Neuromodulazione sacrale: terapia per la ritenzione urinaria

ritenzione idricaPubblichiamo una testimonianza di Marisa Denaro sul ruolo della neuromodulazione sacrale per curare i problemi di ritenzione urinaria: ricordiamo chi volesse portare la propria esperienza circa questo o altre tematiche legate alla salute ed al benessere, può scrivere alla redazione.

Come cambia la vita da un momento all’altro, ci si ritrova a dover percorrere una strada senza sapere dove può portare. E’ ciò che mi è capitato all’inizio del 2009. Per anni ero stata in cura per problemi renali; i medici erano convinti che il problema fosse proprio quello. Di punto in bianco peggioro ma ogni genere di terapia non conduce a nessun beneficio sperato.
Ciò che più mi infastidiva all’inizio, era essere trattata come un numerino, non come una persona con reali problematiche di salute.  Il mio medico di base, non vedendo alcun miglioramento, decide di indirizzarmi da un urologo e mi rivolgo al San Raffaele.
Ci si rende conto sin da subito, che il problema non è renale ma vescicole ed inizio con varie terapie: pastiglie per la prostata ( cosa che mi faceva sorridere) per poi passare a auto cateterismo (cosa che mi faceva innervosire). Non ritenevo questa soluzione ciò che faceva al caso mio.  Non potevo accettare il fatto di sottopormi a vita dall’età di 38 anni nemmeno, ad auto cateterismi continui tutti i giorni e ad infezioni ininterrotte.

E’ errato forse, attaccarsi ad internet in questi casi, ma una paziente ormai disperata cerca la soluzione ogni dove. Così ho fatto io; ho trovato vari articoli sulla neuromodulazione sacrale e, mi sono resa conto, che poteva andare bene anche nel mio caso. Tra il dire e il fare però…c’erano di mezzo tanti piccoli ostacoli, vissuti così da parte mia; non certo per i medici che, avevano tutto il diritto e dovere, di poter verificare se effettivamente la terapia era possibile nel mio caso. Esami su esami anche fastidiosi, a volte mi domando come abbia potuto sopportarli. Mi sono resa conto che, la forza per reggerli, era data dai miei tre figli. Loro hanno rappresentato lo sprono principale per andare avanti.

Mesi e mesi di attesa sino al primo intervento di neuro modulatore provvisorio nel novembre 2009. Tornata a casa come un robot con un filo che usciva fuori dalla schiena ed una macchinetta gelosamente custodita in un marsupio. Ciò non fermava né il mio buonumore, ho vissuto sempre il tutto con molta ironia, né la voglia di andare avanti sino ad ottenere una vita migliore. 42 giorni di attesa, di controlli continui, durante i quali lentamente gli auto cateterismi scomparivano. Finalmente l’impianto definitivo a fine dicembre 2009. E’ stata una liberazione, il giorno del mio secondo compleanno per tutto il resto della mia vita.

A quasi due anni di distanza, non faccio più un auto cateterismo (se non per controllare che tutto funzioni, ogni tanto) conduco una vita normalissima…a parte qualche piccolo inconveniente magnetico. Ho scritto un libro su questa vicenda.
Vorrei solo che, tante altre donne che stanno vivendo la medesima situazione, possano trovare conforto e forza poiché, la prospettiva di una vita migliore è più che concretizzabile a patto che non si perda mai né la speranza né la voglia di vivere.

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