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Neonati prematuri: dieci regole per prevenire le infezioni

neonato prematuroSi stima che nel mondo siano circa 15 milioni i neonati che ogni anno nascono prematuri. In Italia, il fenomeno è in crescita, con circa 45 mila bambini che vengono alla luce prima della trentasettesima settimana di gestazione: il dato rappresenta il 7% delle nascite complessive in un anno.
Il neonato prematuro è particolarmente esposto alle infezioni soprattutto per due ragioni: da un lato un sistema immunitario non ancora completamente formato, dall’altro lato il tipo di terapia a cui alcuni di questi bambini vengono sottoposti, per favorire funzioni vitali non adeguatamente sviluppate, che può rappresentare di per sé un fattore di rischio. Ecco perché è fondamentale che sia gli operatori sanitari che i familiari si attengano a modelli comportamentali adeguati per difendere la salute del bambino prematuro. A tale scopo, i pediatri della SITIP hanno delineano dieci regole per i genitori di bambini prematuri e i loro familiari e, inoltre, ci hanno spiegato meglio come funziona il sistema immunitario dei bambini prematuri, perché corrono maggiori rischi di altri bambini, quali sono le terapie attualmente più valide e le nuove prospettive di cura con i probiotici.
Il sistema immunitario, quello cioè deputato a difendere l’organismo dagli agenti infettivi, comincia a svilupparsi molto precocemente durante la vita fetale, ma raggiunge la sua completa maturità diversi anni dopo la nascita. Ciò significa che, se il neonato a termine è già di per sé un soggetto ad aumentato rischio infettivo, il bambino nato prematuramente lo sarà ancora di più, in modo tanto maggiore quanto più la sua nascita sarà anticipata rispetto al termine fisiologico. Inoltre, sebbene nei primi mesi di vita l’immaturità del sistema immunitario sia, in parte, compensata dagli anticorpi che il bambino riceve dalla madre durante la gravidanza, il passaggio degli anticorpi dalla madre al feto è massimo negli ultimi mesi di gestazione; è evidente, quindi, che nel prematuro si verifica una minore disponibilità di anticorpi materni e, quindi, un più elevato rischio infettivo.
Ecco dunque che, una volta tornati a casa, è bene mettere in atto alcune regole:
1) Garantire al bambino un ambiente silenzioso, sereno e stabile, senza esporlo a fumo passivo
2) Creare al piccolo un ambiente adeguato nella culla o nella carrozzina, utilizzando asciugamani arrotolati o altre misure di contenimento
3) Lavarsi adeguatamente le mani prima di manipolare il piccolo
4) Limitare il numero di visite da parte di ospiti, rimandando l’incontro se questi presentano raffreddore o altri sintomi respiratori o gastrointestinali
5) Effettuare tutte le vaccinazioni raccomandate secondo l’età cronologica (numero di giorni di vita del bambino, dopo il concepimento): ricordarsi che il prematuro è a maggiore rischio infettivo rispetto al nato a termine, quindi deve essere vaccinato nei tempi giusti
6) Effettuare la profilassi con anticorpo monoclonale (palivizumab) contro il virus respiratorio sinciziale, se indicato dal medico
7) Seguire le indicazioni nutrizionali fornite dal medico che, abitualmente, includono latte iperproteico con adeguato apporto di calcio, fosforo e vitamine per un tempo variabile a seconda dell’età gestazionale e del peso alla nascita del piccolo
8) Monitorare peso, lunghezza e circonferenza cranica non solo nei primi mesi di vita, ma fino a 24 mesi
9) Somministrare ferro, minerali e vitamine, qualora fosse necessario sulla base dei parametri ematochimici e antropometrici
10) Eseguire il follow-up (esami e visite che vengono eseguiti a intervalli di tempo regolari, per tenere sotto controllo sviluppo e salute del bambino) indicato dai neonatologi così da identificare e correggere precocemente eventuali problemi

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