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Morte Steve Jobs: cure alternative per troppo tempo secondo medico di Harvard

steve jobs morteIl dottor Ramzi Amri è un esperto di cancro al pancreas che lavora presso la Harvard Medical School. La sua figura è balzata prepotentemente agli altari della popolarità grazie ad un articolo scritto su Quora, il social network dove gli utenti possono postare domande e ricevere risposte degli esperti. Alla domanda: “perchè Steve Jobs ha scelto di non curare il suo tumore in maniera efficace?” il dottor Amri ha deciso di rispondere in maniera chiara ma anche abbastanza sconcertante: la notizia secondo cui il compianto Steve Jobs avrebbe avuto un cancro al pancreas è molto generica. Nello specifico, il ceo di Apple avrebbe contratto invece un tumore neuroendocrino, malattia curabile con intervento chirurgico se diagnosticato in tempo. E proprio qui nasce il problema: secondo il medico di Harvard, Steve Jobs, una volta ricevuta la corretta diagnosi, avrebbe perso troppo tempo, circa nove mesi, a cercare cure alternative, esuli dalla medicina ufficiale. Insomma: la risposta sarebbe stata lì pronta, “il 100% dei miei pazienti affetti da questo tipo di cancro sopravvive” dichiara sicuro  il dottor Amri.
Ma allora cosa avrebbe portato Jobs fuori strada? La sua filosofia di vita, legata al buddismo a pratiche vegetariane, la sua passione per il lavoro, che non gli ha permesso di interrompere le sue attività.
Questa è l’opinione del dottore di Harvard. Sulla rete, soprattutto in America, impazza la polemica. Da una parte i medici dicono che il discorso è troppo generico, ai limiti della trovata pubblicitaria, dall’altra i sostenitori delle medicine alternative si sentono attaccati, dall’altra ancora i santificatori di Steve Jobs, secondo cui qualsiasi scelta fatta dal fondatore di Apple sarebbe quella giusta. Intanto domani alla Stanford University c’è un evento privato in memoria di Steve Jobs, nei prossimi giorni altri eventi pubblici sparsi negli Stati Uniti. In quest’epoca di crisi l’America ha bisogno di eroi e di icone: la speranza è che i valori non si traducano solamente in business.

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