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Ministro della Salute indiano: “essere gay è una malattia”

essere gayEssere gay è una malattia: è la tesi shock proposta dal Ministro della Salute indiano Ghulam Nabi Azad ad una conferenza sull’Aids. “Anche se l’omosessualità è innaturale, esiste nel nostro paese ed ora è rapida diffusione, il che rende difficile individuare la sua diffusione”. Questa la frase che ha scatenato le proteste degli attivisti omosessuali. Il Ministro ha poi rincarato la dose affermando che è più facile educare gli uomini all’evitare la prostituzione che a contrastare le tendenze omosessuali.
In India la legge che dichiara reato l’omosessualità, punendola con carcerazione fino a dieci anni, è stata abolita solo due anni fa. Ma le leggi a volte corrono più veloci della cultura: in alcuni stati i gay sono ancora isolati e mistificati, nonostante i recenti riconoscimenti dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Anche applicare gli stessi criteri di morale tra occidente ed oriente può essere fuorviante: se a New York si celebrano nozze gay e in India si parla di malattia, non bisogna stupirsi.
Sono mondi diversi, ancora distanti anni luce: se si ammette la diversità del singolo come un valore, allora bisogna ammettere anche la diversità dei popoli, davanti alla quale anche le associazioni di stampo “mondiale” fanno fatica a imporsi. Certo, sarebbe bello che in questo relativismo culturale ognuno cogliesse il meglio dagli altri popoli e buttasse il peggio dalle sue usanze. Ma questa è un’altra storia o forse, purtroppo, è ancora un sogno.

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