in Psicologia

Ministro Poletti, le vacanze fanno bene: benedetta noia

La noia e i bambiniInfuria la polemica in seguito alle dichiarazioni del ministro Poletti, che ha affermato che tre mesi di vacanze per i bambini e ragazzi sono troppi. C’è chi come Crozza la butta sull’ironia, sostenendo, con accento teutonico “a mò di Merkel”, che bisogna dire <<basta con questi scandali di bambini italiani abbronzati>> e chiedendosi se fosse questa la buona scuola di Renzi. E chi, come psicologi, pediatri e psicoterapeuti, sostiene che l’ozio sia un investimento utile a sviluppare creatività e fantasia.
Infatti i bambini non solo necessitano di uno stacco, ma anche di tempo da riempire, cosa che avviene sempre meno, perché i ragazzi di oggi hanno un’agenda troppo fitta di impegni dopo la scuola, dagli sport, alle feste organizzate da animatori, più sul volere delle mamme, che per loro espresso desiderio.
I pomeriggi passati senza un impegno già pianificato non sono tempo sprecato, bensì tempo che devono cercare di riempire da soli, magari leggendo, disegnando, fantasticando mondi con voli pindarici che solo i bambini sono capaci di fare. La mente lasciata “come un campo a maggese” è un’immagine bella e calzante dello psicoanalista Masud Khan, il quale affermava l’importanza di lasciarsi del tempo e dello spazio vuoto apparentemente improduttivo, ma che in realtà dà modo di sviluppare la creatività e conoscere se stessi.
Gli adulti purtroppo tendono troppo spesso a volere dei figli a loro immagine e somiglianza, sia nel carattere, che nelle attività che svolgono, vedi le tante bambine costrette dalle mamme a fare danza classica controvoglia o i tanti bambini indotti a fare calcio, sperando che diventino dei bomber di serie A. I bambini devono vivere i loro sogni, non quelli dei loro genitori, altrimenti si creano dei ragazzi infelici, figli di papà e mamme non realizzati.
Il modello delle giornate dell’adulto inoltre non può essere riproponibile per un bambino, anche per una questione fisica, oltre che morale. I piccoli hanno bisogno di momenti in cui riposarsi e persino annoiarsi per trovare da soli ciò che più gli piace fare, in tal modo usano l’inventiva, comunicano e cercano di fare amicizia con altri amichetti per “ammazzare la noia”. Che sia benedetta la noia: solo inventandosi altri mondi da esplorare e aprendosi a nuove cose possono crescere e, se messi in condizioni da far da soli, acquisiscono indipendenza.
Attenzione però a non riempire i vuoti con ore passate parcheggiati davanti alla tv, o al più contemporaneo tablet, in questi casi ragazzi sono più soli che quando lo sono davvero e questo non gli fa bene. I genitori dovrebbero vigilare ma senza invadenza, cosicché il bambino sente la fiducia dei suoi genitori e vive più serenamente.

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