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Medicine non convenzionali: Giornata Internazionale di Medicina Antroposofica

medicina non convenzionaleIn occasione della Giornata Internazionale di Medicina Antroposofica in memoria di Giuseppe Leonelli, pioniere in Italia della disciplina fondata da Rudolf Steiner all’inizio del XX secolo, si sono riuniti a Bologna il 3 marzo scorso i massimi esponenti del settore, italiani e stranieri, per richiamare l’attenzione della pubblica opinione sui temi delle Medicine Non Convenzionali, sempre più diffusa tra la popolazione ma ancora troppo poco considerata a livello istituzionale, sanitario e accademico. L’iniziativa, organizzata dalla Onlus “Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona” e patrocinata, tra gli altri, da Regione Emilia-Romagna, Provincia, Comune, AUSL e dall’Ordine dei Medici di Bologna, prova la centralità e l’assoluta attualità della tematica.
Le ricerche sulla qualità dell’assistenza sanitaria condotte negli Stati Uniti, in Europa e in Italia – ha sottolineato lo psichiatra Paolo Roberti di Sarsina, presidente della Onlus – mostrano che le priorità dei pazienti sono l’umanizzazione e la personalizzazione dei trattamenti, e la necessità di avere informazioni adeguate per una libera scelta del proprio percorso di salute: esattamente le linee-guida seguite dalle medicine non convenzionali, che si basano su una visione olistica e su un trattamento personalizzato del paziente“.

Al convegno di Bologna è stato fatto il punto sulla diffusione delle Medicine Non Convenzionali. I dati emersi ne hanno evidenziato l’importanza crescente, tanto in Europa quanto nel nostro Paese.
In Italia le utilizza il 14,5% della popolazione (Eurispes 2012). I medici italiani prescrittori di medicinali omeopatici e antroposofici sono oltre 20.000. Nel settore omeopatico e antroposofico operano 30 aziende, che globalmente impiegano oltre 1.200 dipendenti. L’Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Nel 2007 la spesa per le cure con medicinali omeopatici e antroposofici è stata di circa 300 milioni di euro. Attraverso l’IVA, l’IRES e l’IRAP, il gettito dello Stato nel 2007 è stato di 40 milioni di euro. “Poiché né i medicinali né le visite presso i medici professionisti delle MNC gravano sul bilancio dello Stato – ha sottolineato Roberti di Sarsina –, il comparto ha fornito un attivo netto a favore dello Stato Italiano, escluso il risparmio sulle visite mediche, di 40 milioni di euro”.
Cifre di tutto rilievo, quindi, e in costante aumento, a riprova della progressiva attenzione e fiducia del cittadino nei riguardi di questi tipi di cura, percepiti come più rispettosi della sua individualità complessivamente intesa, psiche e corpo insieme. “Ciò nonostante – ha denunciato al convegno di Bologna il senatore Daniele Bosone, vicepresidente della Commissione Sanità del Senato e Relatore del Disegno di Legge di Regolamentazione sulle Medicine Non Convenzionali – in Italia il settore è ancora privo di una legge quadro di riferimento, da decenni attesa”; e da tempo vigente, invece, nella maggioranza dei Paesi europei. La “Giornata” è stata dunque occasione, per gli studiosi e gli esperti delle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali, per invocare quell’insieme di normative indispensabili per fare finalmente coesistere nella Sanità italiana sistemi di cura diversi da quelli della biomedicina, tra i quali il cittadino possa liberamente scegliere.

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