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Malattie della tiroide poco conosciute in Italia

malattie tiroideL’11 aprile si è tenuta a  Milano, Palazzo Giureconsulti, una conferenza stampa con grandi esperti della tiroide. Hanno partecipato all’incontro il Dottor Aldo Pinchera, professore Emerito di Endocrinologia all’Università di Pisa,  il Dottor Alfredo Pontecorvi, professore Ordinario di Endocrinologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, il Dottor Paolo Vitti, dell’Associazione Italiana della Tiroide, e due ricercatori DOXA, ovvero Ilaria Perelli e Giuseppe Venturelli.
Si è discusso molto sulle malattie della tiroide, concentrandosi molto su quella più diffusa in Italia, ovvero l’ipotiroidismo.
La tiroide è una ghiandola endocrina, posta in prossimità della laringe e della trachea, che produce due tipi di ormoni (T3 e T4) che regolano il metabolismo basale e lo attivano. Questi ormoni hanno un certo effetto su tutti gli organi del corpo umano.
Il TSH, prodotto dall’ipofisi, e il TRH, prodotto dall’ipotalamo, controllano il corretto funzionamento della tiroide, insieme allo iodio introdotto con l’alimentazione.
Le malattie della tiroide insorgono, quando viene meno il suo funzionamento, con un’eccessiva produzione di ormoni, o una loro carenza. Ce ne sono molte varietà: in Italia si la più diffusa è l’ipotiroidismo, che colpisce il 7-8% delle donne in pre-menopausa, e il 10-15% delle donne dopo la menopausa. Anche le cause  e i sintomi sono molti, l’importante è chiarire il fatto che, a parte rari casi, si parla di malattia cronica. Siccome i sintomi sono simili ad altre malattie, mediamente ci vogliono circa sei mesi dall’inizio della malattia alla sua diagnosi. E pensare che basta solo un semplice esame del sangue per vedere se si è malati o no.
Purtroppo questa malattia è sempre più diffusa, ma se ne parla poco. Da una statistica emerge che  nel 2011 sono stati pubblicati solo 55 articoli che parlavano di malattie della tiroide, un numero troppo piccolo rispetto alla popolazione. Gli effetti di questa malattia dipendono dall’età di insorgenza e dalla sua rapidità di evoluzione. Se curata bene, però non dà alcun effetto collaterale. Per questo è consigliabile fare almeno una volta all’anno un esame della tiroide, per vedere il suo funzionamento, poiché potenzialmente, le malattie legate a questa ghiandola coinvolge tutti. Anche per questo, da pochi anni, la medicina si è mossa, facendo un esame ai neonati, per vedere se la loro tiroide funziona bene. Un altro punto da rispettare per la prevenzione, è quello di usare il sale iodato nella propria alimentazione di tutti i giorni.
Infine una curiosità per chi è malato di ipotiroidismo e si cura con la tiroxina. Vi ricordo che fibre, soia, sale di calcio e ferro interferiscono con l’assorbimento della tiroxina. Per questo è preferibile assumere la “medicina” di mattina, a stomaco vuoto, quando l’ambiente è acido, e si assorbe meglio. La colazione andrebbe fatta almeno mezzora, un’ora, dopo l’assunzione.
Il dottor Aldo Pinchera, luminare e grande esperto di queste malattie, ha concluso il suo convegno dicendoci che dal 18 al 25 maggio 2012, avrà luogo la “settimana della tiroide”. Quindi accontentatevi di stare davanti al computer cercare notizie sulla tiroide: recatavi nei reparti di endocrinologia di tutti gli ospedali e vi spiegheranno la prevenzione e la terapia.

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