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Malattie infettive, Sanremo a misura di paziente: al Miramare arriva il “Lab Mobile”

malattie infettive sanremoE’ iniziato il Festival di Sanremo e non si parla d’altro: ospiti, polemiche e canzoni sono al centro del dibattito ma nella Città dei Fiori suona anche un Inno alla Salute e alla Prevenzione. Due le iniziative: promossa dai Medici di Famiglia e accolta dalla società degli infettivologi, il Lab Mobile percorrerà molte città d’Italia per rafforzare il legame tra medici di famiglia e popolazione; l’altra è un atto formale di consapevolezza e impegno con “Fast Track City”. “Il virus si trasmette per contatto diretto fra persona malata e persona sana, quindi si sconfigge con una battaglia porta a porta, condotta con serenità; viviamo infatti in un società avanzata, protetti da un sistema sanitario evoluto e dobbiamo comportarci di conseguenza”, ha sottolineato il Presidente SIMIT Marcello Tavio.

Sanremo aderisce al progetto “FAST TRACK CITY”

Il Sindaco di Sanremo Alberto Biancheri firmerà nel pomeriggio la “Paris Declaration”, con cui impegna la città dei fiori a diventare una Fast Track City, al pari di Milano, Brescia, Palermo e Firenze. Gli obiettivi di questa firma sono due: azzerare i nuovi casi di infezione da HIV entro il 2030 e ridurre del 90-95% le nuove infezioni sino al 2022. Il 1° dicembre 2018 il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha firmato la “Paris Declaration”, con cui la municipalità di Milano, prima in Italia, si è impegnata a ridurre al massimo, fino a zero, i nuovi casi di infezione nel 2030, puntando a diventare una “Fast Track City”, attraverso una serie di azioni che il Comune, con l’ausilio della Fondazione The Bridge, vorrà intraprendere per ridurre i casi di nuove infezioni, soprattutto nelle popolazioni a rischio.

Nei mesi successivi, altre città hanno seguito l’impegno di Milano: prima il comune di Bergamo, poi a seguire Palermo e Firenze. Il primo passo da compiere per il raggiungimento di tale risultato è quello di uno screening più precoce, che consenta di individuare i nuovi infetti il prima possibile, così da metterli in terapia. Il secondo passaggio che deve compiere una città “fast” è poi quello di rendere disponibile la profilassi pre-esposizione, la PrEP, per i gruppi maggiormente a rischio, sotto controllo medico. In terzo luogo, vi è l’impegno nel divulgare e informare la popolazione, soprattutto i più giovani e le fasce più fragili.

L’adesione ufficiale al progetto avverrà mercoledì 5 febbraio 2020 dalle 14.30 alle 15.30, presso la Suite 2020 c/o Miramare The Palace Hotel: qui si terrà la Conferenza Stampa “Fast Track Cities”: insieme contro le patologie infettive. Prevenzione – Gestione e Cure. Interviene il Sen. Pierpaolo Sileri Viceministro della Salute. il parlamentare Mauro D’Attis, Presidente Intergruppo parlamentare “Stop Aids”; Alberto Biancheri, Sindaco di Sanremo; Loreta Kondili, Istituto Superiore di Sanità; Rosaria Iardino, Presidente Fondazione The Bridge; Claudio Cricelli, Presidente Nazionale SIMG Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie; Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT; Giovanni Cenderello, Direttore Malattie Infettive ASL 1 Imperiese. Modera Vittoriana Abate. Madrina dell’iniziativa sarà Elisabetta Gregoraci; vari cantanti in gara al Festival hanno assicurato il proprio sostegno.

Il “lab mobile” a Sanremo: medici di famiglia on prima linea sul territorio

Nello stesso tempo, l’ambulatorio mobile per gli screening di HIV ed Epatite C prosegue il suo tour e arriva a Sanremo, al Miramare, in occasione del 70°Festival. Partito lo scorso 21 novembre da Piazza San Pietro dopo la benedizione di Mons. Rino Fisichella, il laboratorio mobile ha già fatto tappa a Firenze in occasione del Congresso della Società Italiana di Medicina Generale. L’obiettivo del tour previsto per l’Italia allestito con il Camper, intende favorire il contatto e il rapporto tra i medici di famiglia e la popolazione con il coinvolgimento degli operatori sul territorio regionale e provinciale.

A bordo, personale specializzato nell’effettuazione di esami clinici volti alla scoperta del “sommerso” per epatite C e HIV. L’iniziativa, concordata con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, realizzata con il contributo non condizionato di Gilead Sciences, è promossa dalla SIMG – Società Italiana di Medicina Generale con la partecipazione anche della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e il Patrocinio del Ministero della Salute e dell’ISS. “Abbiamo deciso alcuni mesi fa di organizzare una campagna per sensibilizzare i cittadini del nostro Paese nei confronti di una serie di malattie infettive di cui si sa poco – spiega il Prof. Cricelli, Presidente SIMG. – Vogliamo informare sui rischi che si corrono con determinate infezioni, coinvolgendo soprattutto le fasce più deboli della popolazione”.

Gli screening e le diagnosi per HIV e HCV sono particolarmente importanti, in quanto questi virus si manifestano quando l’infezione è molto avanzata – spiega il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT. – L’HCV porta alla cirrosi o all’epatocarcinoma (tumore del fegato); l’HIV ha la sua naturale conseguenza nell’AIDS. Per evitare questi sviluppi serve una diagnosi precoce che permetta di intervenire tempestivamente. Per l’HCV infatti oggi abbiamo dei farmaci che permettono di eradicare definitivamente e rapidamente il virus; con le nuove cure, l’HIV si può controllare, rendendo la malattia cronica e consentendo al paziente condizioni di vita normali”.

Coronavirus e altre malattie infettive

Parlare di screening e di prevenzione di malattie virali è particolarmente appropriato in questo momento, con la diffusione del Coronavirus che preoccupa il mondo. “Quando mesi fa è stata ideata l’iniziativa “Fast Track Cities”: insieme contro le patologie infettive. Prevenzione – Gestione e Cure” non avremmo pensato di poterci trovare nel mezzo di un’emergenza globale – spiega il Prof. Cricelli. – Molti oggi chiedono se esista un farmaco per debellare il coronavirus: la risposta è negativa, ma abbiamo nel campo preziose risorse da mettere a disposizione. Noi siamo i medici delle persone e abbiamo il dovere di informare e rassicurare la popolazione anche in simili iniziative”.

Se gli screening per HIV e HCV sono rapidi e semplici, non si può fare lo stesso discorso per il coronavirus, il cui test va fatto in centri specialistici come ad esempio l’Istituto Spallanzani di Roma. Ciò è dovuto al fatto che non tutti i virus sono uguali, alcuni si modificano e sono più complessi da analizzare. “Tuttavia – aggiunge il Prof. Cricelli – gli specialisti infettivologi presenti sul Lab Mobile potranno fornire comunque le necessarie spiegazioni ai cittadini. Stiamo preparando infografiche semplici, cercheremo Parleremo anche dei virus in quanto tali e daremo tutte le informazioni necessarie su prevenzione, diffusione e cura del virus”.

Prevenzione, gestione e cure. Asintomaticità e Pre sintomaticità del Coronavirus

Lo scopo del Lab è quello di sensibilizzare la popolazione sui corretti atteggiamenti di prevenzione per le malattie infettive e di informare su quelli che sono i rischi concreti, specie alla luce dell’allarmismo suscitato dal coronavirus. “La semplice igiene personale come il lavarsi le mani frequentemente può rivelarsi uno strumento eccezionale per ridurre l’impatto delle malattie sulla popolazione” – sottolinea il Prof. Andreoni. “Un altro aspetto dibattuto è se le persone siano contagiose ancora prima dei sintomi: su questo non vi è sufficiente chiarezza. Certamente la maggior parte delle trasmissioni dell’infezione avviene nella fase di malattia conclamata, perché con i sintomi presenti c’è il massimo della replicazione virale e quindi della sua eliminazione. Tuttavia, non possiamo escludere, come per la maggior parte delle infezioni respiratorie, che anche alcune ore prima dello sviluppo dei sintomi o quando i sintomi sono di modesta entità, ci possa essere una, seppur modesta eliminazione virale, e che quindi possano essere infettivi anche soggetti nella prima fase della malattia. Ciò comunque non fa riferimento all’incubazione, periodo che duracirca 14 giorni”.

Tra moda e rischi Tattoo, facciamo un test

Le città che hanno aderito all’iniziativa Fast Track City metteranno in campo un maggiore impegno civile e politico anche nell’eliminazione dell’epatite – commenta Loreta Kondili, Istituto Superiore di Sanità – Responsabile Progetto PITER. – L’identikit di un individuo con un’infezione non nota da virus dell’epatite C è una persona tra i 30-50 anni, che riconosce come fattore di rischio l’uso attuale o pregresso di sostanze stupefacenti e trattamenti estetici, in particolare tatuaggi. Pertanto uno screening di tutti coloro che riconoscono questi fattori di rischio è di fondamentale importanza sia per ridurre il numero dei portatori del virus, che per prevenire delle nuove infezioni. Uno screening sistematico può avviarsi per fasce d’età, iniziando da subito con uno screening dei nati dal 1968 al 1988, che rappresentano la popolazione con la prevalenza più alta di questi fattori di rischio; ciò permetterebbe di coprire una buona parte della popolazione stimata di circa 280mila con infezione da epatite C ancora sommersa in Italia. Tale strategia di screening infatti porterà alla diagnosi circa 150mila individui con infezione da virus dell’epatite C acquisito per uso di droghe, circa 80mila individui che hanno acquisito il virus per pregressi trattamenti estetici non a norma e della restante parte delle infezioni non diagnosticate in Italia”.



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