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Malattie infettive e vacanze: attenzione a zanzare e acqua.

malattie infettive estateIl caldo favorisce la presenza di zanzare e zecche, potenziali vettori di infezioni. L’innalzamento delle temperature, inoltre, favorisce l’inquinamento delle risorse idriche a causa della proliferazione di organismi infestanti.
Con l’avvicinarsi del periodo di vacanze estive aumentano non solo le probabilità di incorrere in rischi sanitari durante vacanze fuori dall’Italia, ma anche quelle causate dal turismo in entrata. Gli specialisti della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, consigliano di prestare maggiore attenzione a zanzare, acque, animali selvatici e rapporti sessuali, i principali canali di trasmissione per malattie infettive durante le prossime settimane.

Nell’anno corrente sembrano accertati in Italia casi di influenza aviaria proveniente dalla Cina. Gli spostamenti aerei della durata di poche ore possono rappresentare un rischio di importazione di malattie respiratorie responsabili di crisi acute e caratterizzate da diffusione a breve termine, quali SARS e nuova SARS (MERS). Inoltre, bisogna aggiungere il rischio di incremento dei casi di infezione da HIV, a causa di rapporti promiscui e non protetti con persone provenienti da aree endemiche, in particolare nella stagione estiva che facilita incontri, e spostamenti, nonché di altre malattie infettive sessualmente trasmissibili quali la sifilide e la gonorrea.

EBOLA – L’Italia, a differenza di altri paesi europei, non ha collegamenti aerei diretti con i paesi africani colpiti dall’epidemia. Nonostante il rischio di importazione della malattia sia remoto, il Ministero della Salute ha rafforzato le misure di sorveglianza presso porti ed aeroporti. Inoltre gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF) sono tenuti al controllo delle navi che nei 21 giorni precedenti all’arrivo in Italia hanno toccato i paesi africani nei quali il virus Ebola si sta diffondendo.
“Il rischio di infezione per i turisti, i viaggiatori in genere ed i residenti nelle zone colpite, è considerato molto basso – spiega il Prof. Antonio Chirianni – se si seguono alcune precauzioni elementari, quali: evitare il contatto con malati e/o i loro fluidi corporei e con i corpi e/o fluidi corporei di pazienti deceduti oltre alle altre semplici e generiche precauzioni sempre consigliate in caso di viaggi in Africa Sub-sahariana quali ad esempio, evitare contatti stretti con animali selvatici vivi o morti, evitare di consumare carne di animali selvatici, lavare e sbucciare frutta e verdura prima del consumo, lavarsi frequentemente le mani”.

“I migranti clandestini che giungono sulle coste siciliane – aggiunge Chirianni – non rappresentano un rischio di importazione della malattia da virus Ebola: il viaggio che tali individui affrontano per raggiungere il nostro paese è lungo mesi, via terra e via mare e la malattia, che presenta un periodo di incubazione di circa 10 giorni e che da subito è altamente debilitante, impedirebbe loro di arrivare in Italia. E’ improbabile che un soggetto malato e che presenta febbre elevata, diarrea, vomito e manifestazioni emorragiche, possa andare in giro a diffondere l’infezione.

RISCHIO SARS DALLA CINA – Il turismo 2014 in Italia è caratterizzato, al momento, prevalentemente dal boom turistico proveniente dalla Cina. Se da un punto di vista economico ci conforta, da un punto di vista sanitario non deve lasciarci indifferenti. “La Cina ha negli ultimi anni promosso una campagna vaccinale per il contenimento di malattie gravi – spiega Chirianni – quali l’encefalite giapponese, la malaria resta confinata in alcune aree rurali del sud: tali patologie non sembrano essere ad elevato rischio di importazione da parte dei paesi europei che accolgono individui provenienti dalla Cina. Di maggior rilevanza è il rischio di diffusione della SARS e della nuova SARS (MERS), che hanno colpito e colpiscono Asia e Medio Oriente, con l’arrivo di individui che si spostano per turismo o per lavoro”. L’ OMS già da tempo ha comunque rafforzato il filtro aeroportuale che prevede controlli clinici dei passeggeri in arrivo da aree infette e sorveglianza sanitaria dei soggetti che hanno viaggiato o avuto contatti con individui malati o sospetti.

TUBERCOLOSI – Nei primi 6 mesi del 2014 sono stati registrati 60mila arrivi di clandestini in Italia. Se è vero che i movimenti di popolazione, per motivi di turismo, per lavoro o per necessità di sopravvivenza come nel caso dei migranti da paesi poveri, è pur vero che gli individui che lasciano la loro terra d’origine ed affrontano viaggi lunghi settimane o mesi sono per lo più giovani sani. “Oggi non è possibile arrestare – afferma il Prof. Chirianni – la circolazione di uomini e di conseguenza di germi, ma non bisogna creare inutili allarmismi. Le malattie che prevalentemente vengono importate dai paesi riceventi i clandestini, che provengono principalmente dall’Asia e dall’Africa sono rappresentate da Malaria, Tubercolosi, HIV e patologie respiratorie infettive quali la SARS. Se è vero che la SARS è una patologia responsabile di crisi acute, è pur vero che l’immigrato che affronta un lungo viaggio non ne manifesta i sintomi al suo arrivo, essendo una affezione altamente debilitante. Altre malattie, quali la TBC, la Malaria e l’HIV, endemiche in molti paesi asiatici ed africani, hanno una diffusione più lenta. Il solo modo di contenere le patologie infettive da importazione non è “preoccuparsi” e scatenare “panico” attraverso la diffusione di false informazioni, ma offrire assistenza medica, favorire l’accesso di chi arriva presso le strutture di diagnosi e cura, al fine di consentire una diagnosi precoce ed un eventuale trattamento, garantire le coperture vaccinali nella popolazione ospite. L’OMS già da tempo collabora con le istituzioni italiane per gestire lo stato sanitario dei migranti e tutelare le comunità che li accolgono”.

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