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L’operazione alle emorroidi può essere risolutiva? Con THD® Doppler sì

operazione emorroidiForse non tutti sanno che il termine “emorroidi” si riferisce tanto alle normali strutture anatomiche presenti nel nostro corpo quanto ai disturbi che le possono interessare.
Le emorroidi sono infatti dei cuscinetti vascolarizzati presenti nel nostro canale anale, dove svolgono una funzione fondamentale a livello di continenza a riposo dello sfintere, ma possono anche dare origine a problemi i cui sintomi più noti sono sanguinamento, dolore e gonfiore, fino ad arrivare anche al prolasso permanente. Perché ciò avviene?

Le cause delle emorroidi

Mentre per alcune persone il fatto di soffrire di emorroidi ha una base ereditaria, in molti casi il problema è dovuto soprattutto allo stile di vita non propriamente salutare che ci conduce. La sedentarietà, il consumo di cibi raffinati e la scarsità di fonti di fibre nella dieta quotidiana possono avere come conseguenza la tendenza alla stipsi che, a sua volta, è un fattore chiave per lo sviluppo di problematiche emorroidarie.
Esistono poi casi particolari in cui si manifestano le emorroidi, come ad esempio durante la gravidanza a causa dei cambiamenti ormonali nel corpo della donna e del peso del feto che preme sulla zona del pavimento pelvico, ma le abitudini di vita scorrette rimangono spesso la causa più frequente.

Come curare le emorroidi

In genere, quando i sintomi sono ancora poco accentuati e le emorroidi eventualmente fuoriuscite durante le defecazione rientrano da sole (emorroidi di I-II grado secondo la scala di Goligher), per porvi rimedio si può intervenire adottando uno stile di vita più sano. Ciò significa aumentare le quantità di fibre, acqua e attività fisica quotidiana: ciò può avere effetti positivi sulla motilità intestinale e ridurre la stitichezza, agendo quindi sulla causa “chiave” delle emorroidi.
Quando però le emorroidi sono un problema cronico e dai sintomi accentuati, e i prolassi dei tessuti devono essere risolti manualmente o addirittura risultano permanenti (emorroidi di III-IV grado), l’approccio di cui sopra non è più sufficiente da solo. Occorre intervenire in modo ambulatoriale o chirurgico sulle emorroidi problematiche e, nello specifico, la chirurgia mininvasiva è in questi anni una strada sempre più valida.

L’approccio THD® Doppler

Questa operazione alle emorroidi, eseguita di norma in regime di day surgery e con anestesia locale, è a basso impatto sul paziente poiché, a differenza di interventi chirurgici eseguiti in passato come l’emorroidectomia (ovvero l’asportazione delle emorroidi), si tratta di un approccio conservativo che mantiene i tessuti del paziente.
THD® Doppler, nello specifico, consiste nell’effettuare la dearterializzazione delle emorroidi attraverso la chiusura ecoguidata dei piccoli vasi sanguigni che le irrorano; ciò consentirà a queste strutture anatomiche di tornare alle loro dimensioni originarie. Qualora il paziente soffrisse anche di prolassi emorroidari, il metodo contempla anche il riposizionamento dei cuscinetti nella loro sede anatomica originaria, riportando quindi alla normalità la situazione.
I vantaggi pratici del metodo THD® Doppler sono il pronto ritorno del paziente alla sua consueta quotidianità, i brevi tempi di recupero fisico e il basso rischio di ricadute: ecco perché questo metodo può rappresentare una soluzione definitiva anche per chi soffre di emorroidi in modo grave e continuativo.

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