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Libri e social network: lettura e smartphone a confronto

libri social smartphoneLa lettura è un toccasana in ogni stagione e leggere fa bene alla mente, ormai è risaputo. E’ noto anche che in Italia si legga troppo poco e i social hanno un ruolo in questa tendenza negativa: nel tempo libero si preferisce scorrere i display del cellulare che aprire un bel libro. Ne parliamo in questo blog che si occupa di benessere e salute perché crediamo che questo tema riguardi anche questo aspetto.
Ecco le conseguenze dell’eccessivo uso dei social, confrontato ai benefici della lettura che corrispondono ai motivi per cui io leggo.

1-Social, calo di concentrazione e di alfabetizzazione

Da quando viviamo in simbiosi col cellulare la nostra concentrazione ne ha risentito fortemente. Pensiamo di essere multitasking ma ci concentriamo poco e male su quello che stiamo facendo. Ci avete fatto caso?
Inoltre il dilagare dei social network ha messo in luce un ulteriore aspetto poco incoraggiante, ossia un calo di alfabetizzazione. Basta leggere i commenti di molti post e ci accorgiamo che stiamo parlando di uno spaccato reale: errori grammaticali grossolani, povertà di pensiero,… Al contrario leggendo miglioriamo la capacità di espressione oltre che di elaborazione.

2- Social, sì alle fake news, no all’approfondimento

L’approfondimento è stato accantonato dalla curiosità nello spulciare il profilo altrui con foto e frasi estemporanee che dichiarano lo stato d’animo. Ciò ha superato il desiderio di cultura e d’informazione: le notizie vengono veicolate da siti che spesso le manipolano per diversi motivi ed è boom di fake news.
Si parla per sentito dire da post che inneggiano alla semplificazione, al razzismo e all’egoismo e così ci imbarbariamo sempre di più. Informarsi bene costa tempo e volontà ma dà i suoi frutti.

3- Social, le maschere che indossiamo per apparire originali e cool

I like sono un termometro della propria autostima per molti ragazzi, arrivando a diventare pericolosamente un’ossessione e una dipendenza.
Queste piattaforme online ci spingono a fare una rappresentazione di noi stessi che spesso e volentieri non corrisponde alla realtà perché l’apparenza non sopporta la fragilità e quindi omettiamo tutto ciò che ci fa soffrire, mettendo in risalto solo pregi: ostentiamo maschere e siamo ego-riferiti.
Quando leggiamo invece ci identifichiamo con i personaggi e con quello che vivono, rendendo nostre le loro emozioni, debolezze, gioie e dolori. Si crea un’empatia che ci fa riflettere sulle nostre azioni e sui nostri comportamenti.
Un libro non solo arricchisce il nostro bagaglio culturale, ma è anche un’esperienza per crescere, in quanto ci fa vivere altre vite e ci costringe a fare i conti con altre visioni del mondo.
In questo caso ci mettiamo in discussione e, attraverso le storie e i personaggi letterari, ci poniamo domande su noi stessi, mentre invece nel regno dei social cerchiamo solo conferme.

4- Social, sintesi e istantaneità uccidono l’immaginazione

Pensieri e conversazioni sono ridotti perché si preferiscono frasi ad effetto e slogan, come Twitter insegna o foto che raccontano qualcosa o più spesso ostentano fisicità. La rapidità di “pensiero” richiesta dai social media non lascia spazio ai tempi più dilatati per la riflessione che ci concede il libro.
Addio capacità di immaginare ed astrarre, sempre più merce rara di fronte alla pornografia di Instagram e Facebook in cui ci troviamo di fronte a corpi esibiti conditi con una citazione colta per catturare l’attenzione di qualcuno. Sappiamo invece quanto un libro ci costringa a raffigurare nella nostra mente le storie che leggiamo e questo passaggio è fondamentale per il nostro cervello.

5- Social e insonnia: buonanotte allo smartphone

Numerosi studi hanno portato alla luce un problema da non trascurare, si tratta del vamping, ossia l’abitudine di rimanere svegli fino a tarda notte per controllare lo smartphone. Questo influisce negativamente sul ritmo sonno-veglia e sul tono dell’umore. Cosa che non accadrebbe se fosse un libro a farci compagnia prima di essere tra le braccia di Morfeo. Un buon libro concilia il sonno.

6- Social e stress: non stacchiamo mai la spina

Viviamo già stressati dalle mille incombenze ed impegni quotidiani, dovremmo quindi cercare rifugio in ciò che ci rilassa, come la lettura, invece di stare sempre col dito puntato (al cellulare) per giudicare le vite esibite dai nostri amici virtuali.
Inoltre ci sono molte ricerche che documentano l’aumento del flusso sanguigno al cervello durante la lettura, cosa che ci aiuta a migliorare nel coordinamento delle funzioni cognitive.
Leggendo si producono ferormoni, sono più rallentano i battiti e si abbassa il cortisolo, l’ormone dello stress: tutti i nostri problemi per un po’ sono lontani e siamo più sereni.

Non si vuole fare la morale ai social network, ma semplicemente segnalare che l’uso smodato dello smartphone non ci aiuta. Insomma, per me non c’è partita. Meno social, più libri.
Nei prossimi giorni si terrà la manifestazione a sostegno della lettura, #Ioleggoperché, che prevede eventi e progetti per salvare le librerie scolastiche e come ogni anno ci teniamo a sponsorizzare l’iniziativa e la lettura.



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