in Salute

Intervista al Senatore Daniele Bosone a riguardo del disegno di legge unificato sulle medicine non convenzionali

daniele bosonePubblichiamo un’intervista effettuata dal Dottor Paolo Roberti di Sarsina al Senatore Daniele Bosone (nella foto), Vice Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato e relatore del disegno di legge unificato sulle medicine non convenzionali.

Sen. Bosone cosa è un disegno di legge unificato e qual è il suo compito?
E’ il testo base che ho predisposto, tenendo conto dei contributi derivanti da tutti i quattro disegni di legge presentati sia dal centro-destra che dal centro-sinistra, che opera una sintesi il più possibile agevole per avviare la discussione in Commissione. E’ chiaramente un testo sempre aperto e modificabile con ulteriori emendamenti, ma è già frutto di una prima condivisione.

Dopo le numerose audizioni che si sono tenute innanzi alla Commissione Sanità, qual è il suo orientamento e qual è l’orientamento della Commissione?
Il mio pensiero è che sono ormai più che maturi i tempi per discutere definitivamente il testo e mandarlo in Aula, ovvero di avere l’onestà intellettuale di dire da parte della maggioranza di centro-destra che vi è una pregiudiziale ideologica per cui non se ne fa nulla. Ritengo che adottare soluzioni “intermedie” tipo approvare un disegno di legge sulle MNC che regoli solo l’agopuntura lasciando fuori, ad esempio, l’omeopatia non avrebbe assolutamente alcun senso. Tra l’altro è un disegno di legge puramente “ordinamentale e regolatorio” che non comporta alcun aggravio per le casse dello Stato.

Di fronte al fatto che la Commissione Europea ha finanziato un programma pluriennale di ricerca sulle MNC nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Unione Europea, è possibile secondo lei che la Commissione Europea possa aprire nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione visto che l’Italia non ha ancora recepito la Direttiva del 2006 inerente la registrazione dei medicinali omeopatici e antroposofici?
E’ sicuramente una possibilità. L’Italia mostra sicuramente un ritardo colpevole, probabilmente anche culturale. Vi è ancora un pregiudizio che può interrogare il mondo scientifico. Ma le Istituzioni devono essere “laiche” e trattare le questioni per quelle che sono, senza farsi domande “filosofiche”, in modo pragmatico e intellettualmente onesto, applicando le normative e cercando di regolamentare fenomeni socialmente e culturalmente vasti, profondi e in aumento come quello delle Medicine Non Convenzionali. L’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, ha recepito la Direttiva Europea sulla registrazione semplificata dei medicinali omeopatici e antroposofici, ma vi è un ritardo nell’applicazione. Mi assicurano che tale ritardo applicativo sarebbe solo legato a problemi organizzativi interni in via di soluzione. Spero ciò corrisponda al vero.

La mancanza di una legge quadro nazionale di regolamentazione sulle Medicine Non Convenzionali viola il principio della “doppia libertà”, di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici. Senatore, si stupirebbe se da parte di pazienti italiani venisse aperto contro l’Italia un ricorso al Tribunale per i Diritti dell’Uomo per violazione dello spirito dell’art. 32 della Costituzione?
Il problema non esiste dal punto di vista della libertà. Ognuno è libero di farsi curare come e da chi vuole. Infatti nessuna prestazione sanitaria delle Medicine Non Convenzionale è vietata. Basta considerare gli oltre undici milioni di italiani che ricorrono all’Agopuntura, alla Medicina Omeopatica, alla Medicina Ayurvedica, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Antroposofica, Fitoterapia, Omotossicologia. Non vanno certo contro la legge. Il problema è: quali garanzie vere per la sicurezza delle cure hanno questi nostri cittadini e quale certezza professionale esiste per i colleghi medici che si formano seriamente per anni all’esercizio delle MNC? Continuiamo a far finta di nulla o cerchiamo di mettere ordine e dare certezze a medici e pazienti? Questo è il cuore del problema. Se non lo risolviamo noi legislatori nazionali, ci penseranno pian piano le singole Regioni. Poi non lamentiamoci della frammentazione del Sistema Sanitario .

Qual è la posizione del Governo nei confronti del disegno di legge di cui lei è il relatore?
Mi pare di cauta collaborazione. Il Ministro Fazio è ben conscio che il problema esiste e che chiudere gli occhi non serve a risolverlo. Per di più, lo ripeto, è un provvedimento a costo zero perché non si sta certo pensando di inserire ora nei Livelli Essenziali di Assistenza nazionali (LEA) questi tipi di cure mediche.

Quali saranno i suoi prossimi passi?
Cercherò ancora di lavorare perché i dubbi legittimi che ancora ci sono fra i colleghi, soprattutto del PDL (ma non solo) si possano positivamente dissolvere, al fine da esaminare il disegno di legge unificato che ho presentato più di un mese fa in Ufficio di Presidenza della Commissione Sanità e dare risposta ai milioni di concittadini che la aspettano da quasi venti anni, pazienti e professionisti medici. Non mi pare sia più tempo di fare e disfare, anche per la dignità che il Parlamento ancora ha.

One Comment

  1. emanuel celano 3 maggio 2010

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *