Influenza N1H1 sopravvalutata: nuovi sospetti dall’Europa
Negli Stati Uniti avevano già avanzato sospetti, ora anche l’Europa si accoda all’opinione che l’allarme sul virus H1N1, la famigerata influenza suina, è stato sopravvalutato.
Il Rapporto della Commissione Affari sociali, Sanità e Famiglia dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha infatti rimarcato che sono state ben 179 milioni le dosi di vaccino anti influenza H1N1 acquistate a livello mondiale, a fronte delle 38 milioni di persone effettivamente vaccinate, con solamente un quinto di dosi utilizzate, secondo i dati della European Medicines Agency. Paul Flynn, l’inglese che ha curato il rapporto, non ha usato mezze misure: “la gravità della pandemia è stata largamente sopravvalutata dall’Oms” e “non è mai realmente esistita”, le sue frasi più dure.
Anche il British Medical Journal rincara la dose sostenendo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità nascose volutamente il legame finanziario tra alcuni dei suoi esperti e le case farmaceutiche Roche e Glaxo, produttrici del Tamiflu e del Relenza, i farmaci antivirali più usati contro l’H1N1. Tre degli esperti che collaborarono, nel 2004, alla stesura delle linee guida dell’Oms, avevano in precedenza ricevuto compensi per le loro prestazioni dalla Roche e dalla Glaxo. Proprio queste due compagnie hanno ricavato circa 7 miliardi di dollari di profitti dalla vendita dei vaccini ai vari stati interessati: l’Oms infatti indusse i governi di mezzo mondo a fare scorte di questi vaccini.
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