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Infertilità di coppia: un problema sociale

infertilita coppiaQuello dell’aumento dei casi di infertilità di coppia è un problema ormai sociale. Le cause si riscontrano nell’invecchiamento, e nell’insorgere di altre patologie come l’endometriosi, malattia cronica femminile che è una delle cause principali di infertilità.
“Almeno il 15-20% delle coppie in età fertile hanno problemi di riproduzione – afferma il Prof. Claudio Manna, responsabile del Centro di Scienze della Riproduzione e della Natalità di Villa Pia – Le cause sono dovute probabilmente ad un aumento dell’età in cui si decide di avere un figlio, ma anche a condizioni ambientali sfavorevoli. Aumenta l’inquinamento con sostanze tossiche che interferiscono con i processi riproduttivi, come nel caso degli interferenti endocrini. Poi ci sono altre sostanze tossiche sia per gli ovociti che per gli spermatozoi”.
Per ovviare a queste problematiche, per un trattamento sempre più attento e mirato, il Centro di Scienze della Riproduzione e della Natalità di Villa Pia punta sulla personalizzazione delle terapie per l’infertilità. “Arriveremo a distinguere la diversità paziente per paziente – prosegue il Prof. Manna – per poi ritagliare la terapia più indicata. I pazienti vogliono sentirsi unici: queste terapie li aiutano a sentirsi i soggetti principali. Un’altra novità è l’introduzione dell’agopuntura nelle terapie dell’infertilità. E siamo gli unici in Italia a farlo in maniera sperimentale con riscontro. L’agopuntura consente la produzione di fattori di crescita e sostanze attraverso i circuiti nervosi che stimolano positivamente i processi riproduttivi. Non ci sono farmaci né rischi: ci stiamo ritornando verso quella medicina priva di rischi nel pieno rispetto della natura dell’uomo”.
“I casi sono sempre più in aumento – conferma il Dott. Massimo Di Venanzio, Responsabile dell’ambulatorio di Ginecologia della struttura – ma oggi, grazie alle nuove metodologie mediche, possiamo bypassare alcune situazioni, con percentuali di successo che variano dal 28 al 30%. Stiamo cercando di promuovere i parti spontanei, anziché quelli operativi”.
In presunti casi di infertilità, ecco i consigli degli specialisti: “Si parla di infertilità solo dopo un anno di tentativi liberi non riusciti. Prima di questo arco di tempo è inutile rivolgersi a noi – prosegue Di Venanzio – Se fosse passato più di un anno, occorre agire subito per non incorrere in altre problematiche maggiori. Anche l’uomo potrebbe essere la causa dell’infertilità: occorre ridurre lo stress, non fare uso di droghe, leggere o pesanti che siano, non assumere alcool né nicotina. Tutte queste sono sostanze che contribuiscono in maniera determinante sulle malattie e sulla propria fertilità. E proteggetevi dall’inquinamento”.
Secondo gli ultimi studi della Clinica, vanno via via aumentando i casi di conservazione delle cellule del cordone staminale, al contrario dei casi di donazione che sono in netto calo. “Se la donazione consente di devolvere le cellule laddove ce ne fosse bisogno – conclude Di Venanzio – la conservazione è un atto egoistico, in quanto consente di tutelare la salute del proprio figlio qualora dovessero subentrare malattie gravi come la leucemia. Si contano ormai dai dieci ai dodicimila casi all’anno di conservazione; sino a cinque anni fa i casi erano rarissimi. E, nonostante il Ministero della Salute promuova la donazione, non si può far nulla per invertire questa nuova tendenza”.
“Nonostante la scarsità di nascite la nostra struttura accompagna il paziente dalla nascita sino alla terza e quarta età – sottolinea Daniela Bottari, imprenditrice e amministratore unico di Villa Pia – Attraverso l’erogazione di servizi, il continuo aggiornamento, l’interscambio culturale e scientifico, gli ingenti investimenti in macchinari d’avanguardia e tecnologia, cerchiamo garantire, pur tra mille difficoltà, l’assistenza per le coppie, per i bambini, gli anziani, e di porci come punto di riferimento per il paziente, in un paese che deve puntare al futuro e alla tutela della salute del cittadino garantita dalla nostra Costituzione”.

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