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I rischi dell’alimetazione ai tempi della globalizzazione

Alimentazione GlobalizzazioneIn questo articolo ci occupiamo di alimentazione rapportata alla globalizzazione, al consumismo e ovviamente alla salute. Il tema può essere analizzato da molti punti di vista, quello gastronomico, ma anche sociologico, economico, etnologico…
Si teorizza l’avvento di una globalizzazione anche in campo alimentare che minaccia il palato e la cultura di vaste aree del nostro pianeta. Infatti le multinazionali del settore alimentare lavorano ormai per produrre cibi senza identità, che vadano bene ovunque, ma questo non fa altro che intaccare le culture locali per far posto a cibi anonimi, insapori e inodori, magari belli esteriormente, ma meno al gusto. Il mercato globale e il capitalismo dettano regole insostenibili, tra cui la competitività a tutti i costi. Questo sta generando gravi effetti anche per i terreni, impoveriti dallo sfruttamento intensivo e industriale e dalla mancata rotazione. In questo scenario si inserisce anche l’inquinamento a peggiorare la situazione.
Tutti noi siamo coinvolti in questo processo, perché siamo tutti consumatori e se ad esempio in un campo si sversano sostanze nocive, con la catena alimentare, quel veleno prima o poi arriverà sulla nostra tavola. Quindi è bene interrogarsi sull’origine degli alimenti e sul loro percorso, la tracciabilità.

Mangiare è prima di tutto un bisogno primario, ma è anche tradizione, cultura, convivialità; siamo passati dalla paura per la mancanza di cibo all’eccesso di cibo (spreco e soprattutto obesità, di cui tratteremo nei prossimi articoli).
Le grandi multinazionali della ristorazione hanno cavalcato questa “angoscia”, omologando cibi, ma in questo modo spariscono tipologie di alimenti magari quelli con particolari stagionature e non realizzabili con i tempi industriali, mettendo in crisi non solo la cultura gastronomica, ma anche intere economie locali basate su quei prodotti.
Un’alimentazione basata sui fast food rischia di avere conseguenze negative soprattutto sulla salute. Siamo convinti che questo sia un fenomeno sociale e culturale in piena e continua espansione, basta guardarsi intorno e contare i fast food che ci circondano e che frequentiamo con sempre più frequenza. Attenzione, non si vuole demonizzare il fast food, si vuole solo segnalare che se diventa un’abitudine può essere problematico.

Osservando le parole si può notare che molte di loro hanno perso di valore o hanno subito uno slittamento semantico. Ecologia ed economia hanno in comune la radice eco, dal greco „oikos“, che vuol dire casa, ma anche ambiente e la casa è il luogo dove viviamo e cerchiamo di arredare al meglio affinchè ci rappresenti, sia a noi funzionale ed accogliente per gli ospiti, ecco: torniamo al significato originario. Non a caso economia ed ecologia sono i settori che sono più in crisi.
Sogno un‘economia che tenga conto dei limiti imposti dall’ecologia.

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