in Psicologia

Homo Log(g)atus: i rischi dell’abuso di internet

Abuso di Internet Molti studenti italiani sono alle prese con gli esami di maturità che, con il tema di italiano, rappresenta una cartina di tornasole sugli argomenti presenti nei dibattiti recenti dell’opinione pubblica, uno su tutti il rapporto con la tecnologia.
La “tecnologia pervasiva” è il titolo del saggio breve che molti giovani italiani avranno sicuramente svolto per la Maturità 2014 e che voglio approfondire anche io, focalizzandomi sull’aspetto della rete in quanto ormai presente nella vita quotidiana di tantissimi, giovani e meno giovani, lavoratori e non, di qualunque ceto sociale.
Ciò ha migliorato sicuramente le nostre competenze informatiche, ha moltiplicato le fonti di informazioni tramite motore di ricerca, quelle di svago e di intrattenimento, ha offerto a chi ha problemi a socializzare mezzi per compensare le proprie difficoltà, le notizie di qualsiasi tipo sono alla portata di un click.
Con i social network abbiamo la possibilità di condividere le nostre foto, i nostri pensieri e con i telefonini di ultima generazione, siamo connessi tutto il giorno e ovunque.
Questo ha cambiato le abitudini di molti di noi, che aggiornano regolarmente il proprio profilo social, con tanto di selfie, che a volte sfociano nell’esibizionismo e con i nostri gusti che esprimiamo cliccando “Mi Piace”, monitorati per fini commerciali.
Il patrimonio di informazioni che noi stessi rendiamo pubblico viene quindi gestito dalle aziende per trovare nuovi clienti e fidelizzarli.
Sarebbe utile che, soprattutto per quanto riguarda i più giovani che si fanno condizionare spesso dai pareri anonimi dei forum, ci sia consapevolezza su cosa si decide di pubblicare, perché, come ormai è ben noto, ciò che mettiamo in rete resta per sempre ed è visibile da chiunque voglia dare un occhio alle nostre vite.
Questo vale anche per gli adulti che ingenuamente pubblicano foto, video o frasi compromettenti che non passano inosservate perché rientrano nella “web reputation”, così nel caso in cui una persona si candidi ad un’offerta di lavoro è bene che tenga a mente che la prima cosa che il reclutatore fa è controllare i social network del candidato e sarebbe un peccato perdere un’opportunità di lavoro per una foto stupida.
Attenzione all’inserimento di dati personali molto sensibili: la privacy è fortemente a rischio.

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Credits: DiSognando

L’ eccesso di informazione non filtrata può essere destabilizzante e l’accesso così immediato alla risposta di un quesito e le ricerche fatte con il metodo del “copia-incolla” inducono alla pigrizia mentale.
Segnalo l’opuscolo del Garante della Privacy e la visione di “Disconnected”, film di Henry Alex Rubin, uscito di recente nelle sale italiane che tratta il tema della pervasività della rete nei suoi esiti più negativi come il cyber-bullismo, i cam-boy e gli hacker, presenti nelle storie di persone comuni alla disperata ricerca di un contatto umano.
Il discorso non si esaurisce qui, continueremo a parlarne, perché è un tema che ci tocca da vicino.

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