in Benessere Psicofisico

Guarire con la preghiera: meglio stare vicino al malato

preghieraCi sono stati sempre dubbi sui poteri curativi della preghiera: ora uno studio sembra dire che l’effetto terapeutico esiste. Il dato sorprendente è che il successo non dipende solo dal tipo di preghiera, ma dalla vicinanza dell’orante al malato. La prossimità è uno dei fattori che più influenzano l’azione guaritrice della preghiera nei confronti di chi ne ha bisogno. Lo studio è stato condotto dall’Università dell’Indiana presso le regioni rurali del Mozambico, una zona dove, data la scarsità di occhiali e apparecchi uditivi, lacuni gruppi cristiani pentecostali usano pregare per la guarigione dei loro fratelli afflitti da disturbi ad occhi e orecchie.  La scelta di concentrarsi su vista e udito non è casuale: questi due sensi consentono una misurazione più oggettiva rispetto ad altri handicap psicosomatici.
Soggetti con difficoltà uditive e di vista hanno denotato miglioramenti quando si pregava per loro. In particolare, il fatto che alcuni soggetti siano stati abbracciati e accarezzati da coloro che recitavano suppliche, ha migliorato la condizione visiva e uditiva. In particolare due semisordi partecipanti allo studio sono stati in grado di percepire rumori più bassi di 50 decibel e tre dei soggetti ipovedenti hanno migliorato la loro visione.
Lo studio è significativo anche in relazione al fatto che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’80% delle persone che vive nei paesi in via di sviluppo soffre di problemi visivi o di sordità.

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