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Gli eccipienti: cosa sono

Eccipienti-farmaciCommettiamo spesso l’errore di pensare che in un farmaco l’unica cosa rilevante sia il principio attivo contenuto, ma non è così. Esso infatti ha una funzione farmacologica, ossia l’effetto benefico che cura il nostro disagio, quindi possiamo considerarlo come l’attore protagonista in una pièce teatrale.
Tanto quanto in una commedia giocano un ruolo essenziale gli attori non protagonisti, così nel farmaco i componenti che spesso vengono snobbati – ma di cui è bene conoscere meglio la funzione e l’interazione che hanno con il nostro organismo e con un altro farmaco – sono gli eccipienti.
Questi si addizionano al principio attivo dandogli corpo, forma e colore e sono quelli che troviamo nell’etichetta sotto la voce “composizione”.

Gli eccipienti, pur non assolvendo una funzione diretta nell’attività di farmaci, parafarmaci, integratori e prodotti erboristici, per questo detti “inerti” farmacologicamente, sono molto funzionali per i seguenti motivi:

proteggono il principio attivo dalle alterazioni climatiche (caldo, freddo, umidità), facendo ricorso ad additivi antiossidanti, additivi conservanti e/o film esterni che rivestono la compressa, che a loro volta consentono al principio attivo di agire solo nel luogo adatto permettendo così di avere un rilascio localizzato a seconda della necessità;
– danno volume, forma e consistenza al prodotto per essere maneggiato meglio, grazie ad additivi stabilizzanti;
– correggono il sapore con additivi dolcificanti e aromatizzanti per rendere più gradevole al gusto il farmaco, cosa importante per farlo assumere ai bambini;
– danno colore tramite i coloranti, dall’effetto placebo e funzionale, che vanno incontro anche all’esigenza di ricordarsi a memoria il medicinale per coloro che ne assumono diversi;
riducono le contaminazioni microbiche, ricorrendo ai conservanti;
– fungono da leganti, come le gelatine e i derivati della cellulosa, cellulosa microcristallina, gomma arabica, sciroppo di glucosio;
– sono disgreganti;
– sono diluenti, ad esempio il lattosio, usato per la sua solubilità in acqua.

Questo esempio ci permette di aprire un’altra questione, quella relativa all’insorgere di intolleranze, reazioni allergiche ed interazioni farmacologiche; nel caso del lattosio lo si può sostituire con amido di mais o con cellulose microcristalline. Occorre però tenere ben presente queste sostanze, di cui tratteremo nei prossimi articoli. Per chi è interessato all’argomento, ci sono molti video sul canale http://vimeo.com/salutedomanitv

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