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Giornata Mondiale della Sicurezza in Rete: i rischi del web e la rinuncia alla privacy

tecnologia-pervasivaNon molti sanno che oggi è il Safer Internet Day (SID). Si tratta di un evento annuale, organizzato da INSAFE e INHOPE con il supporto della Commissione Europea, che promuove un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo. Oggigiorno bisogna essere consapevoli dei rischi legati all’uso smodato e senza filtri della rete. Anche la cronaca, oltre il buon senso, ci ricorda la necessità di navigare in sicurezza, rispettando la privacy nostra e degli altri. La tragica vicenda che ha coinvolto Tiziana Cantone ne è un esempio che dovrebbe far riflettere, senza contare i tanti adolescenti che soffrono perché derisi da cyberbulli.

Non solo gli operatori del settore, ma anche le istituzioni, le organizzazioni della società civile e noi tutti dobbiamo prendere atto della società iperconnessa in cui viviamo e tutelarci. E’ possibile farlo, a questo proposito vi segnalo un sito molto carino e soprattutto utile in questo senso, che spiega bene come essere connessi senza mettere a rischio la privacy: www.generazioniconnesse.it. Inoltre in questo sito ci sono sezioni per i genitori e per i figli, alla luce del difficile ruolo che spetta ai primi per educare i bambini, gli adulti di domani, a comportamenti più responsabili in rete. Ci sono video, giochi ed altri materiali che chiariscono alcuni aspetti da non sottovalutare della vita virtuale sui social: chat, condivisione foto, cyberbullismo, web-reputation…

E’ stata diffusa un’interessantissima ricerca di IPSOS per Save the Children su “Il consenso in ambiente digitale: percezione e consapevolezza tra i teen  e gli adulti ”. I dati parlano chiaro: cresce il numero di adulti e ragazzi social, sempre connessi con lo smartphone (il 95% degli adulti e il 97% dei ragazzi ne possiede uno). Purtroppo però è inversamente proporzionale la consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni online, come ad esempio che fine fanno i dati che condividiamo. Alcuni sanno di cedere informazioni sulla propria vita personale e pensano che sia il prezzo da pagare per apparire. Altri ne sono completamente all’oscuro.
Insomma, l’immagine che ne emerge è di grande confusione ed ingenuità. Occorre fare una seria riflessione su come navighiamo e fino a che punto siamo disposti ad arrivare pur di apparire.

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