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Giornata del libro: #ioleggoperché più di 10 motivi per leggere

Lettura piacere di leggereDomani 23 aprile 2015 è la Giornata Mondiale del Libro e ci sembra importante promuoverla perché ci sono mille motivi per cui vale la pena leggere: ho provato a stilare una top ten ma mi stava stretta perché sono tante le ragioni per cui farlo, allora mi sono allargata un pò. Ecco quindi i motivi per stimolare a leggere chiunque, perché la lettura è democratica, è proprio per tutti: grandi e piccini, colti e meno colti, operai e manager…

Per i ribelli:

Il verbo leggere non sopporta l’imperativo. (G.Rodari)

Per chi ha sempre fretta:

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. (D.Pennac)

Per gli stalker (in senso buono, ovviamente):

Quelli che mi lasciano senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. (J.D. Salinger)

Per i geometri:

Nessun libro finisce: i libri non sono lunghi, sono larghi. (G. Manganelli)

Per i judoki:

Leggo per legittima difesa. (W. Allen)

Per chi ha il pollice verde:

Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca. (Proverbio cinese)

Per i “pavoni”:

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; io sono orgoglioso di quelle che ho letto. (J. L. Borges)

Per gli ipocondriaci :

Quando mi sento male, non vado in farmacia, ma nella mia libreria. (P. Dijan)

Per i campagnoli:

I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito. (Marguerite Yourcenar)

Per gli avvocati:

Bisogna ricordare che non è possibile commettere un crimine durante la lettura di un libro. (John Waters)

Per chi ha dipendenze:

La lettura può creare indipendenza.

Per i chiacchieroni:

La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati. (R.Cartesio)

Per le sentinelle della grammatica:

Ogni giorno muore un congiuntivo, un participio, un pronome, fate qualcosa: comprate un libro.

Per i malinconici:

La letteratura è una delle più tristi strade che portano dappertutto. (A.Breton)

Per gli under 70:

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro. (U. Eco)

A scrivere questo elogio sperticato ai libri è una persona che ha scoperto il piacere di leggere tardi, ma da quando legge non ha mai smesso. Il motivo del ritardo è comune a molti studenti: ha sempre sofferto l’imposizione di tonnellate di letture nelle vacanze estive e non… Ah se i professori e gli adulti che circondano un ragazzo/a stimolassero il suo desiderio di imparare, nutrissero il suo entusiasmo con letture più affini, senza farlo apparire un dovere, avremmo più lettori!

<<Così scoprì la virtù paradossale della lettura, che è quella di astrarci dal mondo per trovargli un senso>> faccio mia questa frase dello scrittore francese Daniel Pennac. A proposito di Pennac, lui sì che sa parlare e trasmettere la passione per la lettura, forse ci riesce così bene perché è appassionato davvero alla scrittura e all’insegnamento, un po’ come Vecchioni, incarna il professore che tutti avremmo voluto avere. In “Come un romanzo” Pennac parla del diritto di non leggere, il diritto di saltare le pagine, di rileggere, di non finire un libro, diritti sacrosanti che vanno concessi perché sempre più persone si avvicinino ai libri senza paura.

Insomma non ci sono scuse per non leggere, c’è anche un progetto nazionale di promozione del libro e della lettura chiamato #ioleggoperché, organizzato dall’Aie (Associazione Italiana Editori) che ha in programma molti eventi e ha come colonna sonora Le storie che non conosci, brano realizzato da Samuele Bersani in collaborazione con Pacifico e a cui ha partecipato anche Francesco Guccini. Ascoltatelo poi spegnete il pc, aprite un libro e …buona lettura!

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