in Psicologia

Gioco d’azzardo e dipendenza: ludopatia legalizzata

gioco d'azzardoDiciamoci la verità si fa tanto parlare di “gioco responsabile” ma le barriere in realtà sono molto basse. Basta andare su internet per vedere che le sale da poker e casinò autorizzate AAMS sono in aumento continuo. Google, che per un periodo aveva proibito del tutto le pubblicità di poker e casinò, le permette con qualche restrizione. In televisione le lotterie passano per soluzioni ai problemi (“in vacanza per una vita” e promozioni di tenore simile), ed intanto c’è chi resta impantanato nel gioco d’azzardo, alla faccia delle raccomandazioni scontate del gioco responsabile. Il risultato? Secondo l’Eurispes in Italia le spese per le lotterie tradizionali e istantanee sono aumentate del 193,2%, le scommesse sportive segnano + 55,1% ed il bingo +24,1%.
Uno studio condotto dall’Università di Neuchâtel in collaborazione con il Centro del gioco eccessivo di Losanna ha messo in luce il pericolo sociale del gioco che va dal costo in termini di performance lavorative alla perdita di qualità della vita.
Il fatto è che alcuni giochi, dal black jack al casinò, hanno un fascino ipnotico, che facendo concentrare il giocatore sul rischio della scommessa in sé, fa perdere il reale valore delle puntate. A un certo punto, soprattutto on line, dove la moneta è virtuale, si crede di giocare senza soldi, ed intanto la carta di credito si prosciuga, per la gioia delle case da gioco virtuali e dello Stato che non elargisce certo denaro a casaccio ma guadagna da tasse sui casinò e sulle lotterie. Ora, i latini dicevano che ognuno è fautore del suo destino, ma se lo Stato non dà una mano al cittadino, non lo tutela dai pericoli della dipendenza, non è uno Stato responsabile. Perché sulle sigarette bisogna scrivere “il fumo uccide” e nelle sale da gioco non c’è scritto I? Perché si vince? Ma a spese di chi si vince? Di tutti quelli che perdono. Ecco, allora aggiungessero: “… e se vinci, quei soldi sono di altri che vanno in rovina”. O forse la ludopatia è un male legalizzato e le preoccupazioni sono solo di facciata.

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