in Psicologia

La fede religiosa dei medici influenza la cura dei malati terminali

dottore religioneLa fede religiosa dei medici incide sul modo in cui vengono curati i malati terminali. In particolare gli estremismi di troppa religiosità o assoluto ateismo o agnosticismo hanno molta influenza sull’operato dei dottori. E’ questo il risultato di una ricerca che arriva da Londra ed ha coinvolto, attraverso un sondaggio, 3.733 medici inglesi, per gran parte neurologi e geriatri.
I medici totalmente agnostici tendono ad applicare cure che sedano il dolore e conducono il paziente verso una morte incosciente. I medici molto religiosi  ascoltano poco le volontà di morte di pazienti in particolare difficoltà.
La fede religiosa, dunque, interferisce col modo in cui si curano i pazienti: è vero che un medico, come un avvocato, dovrebbe avere un atteggiamento il più possibile neutro ed impersonale  ma è altrettanto indubbio che le credenze religiose permeano la persona e di conseguenza la sua professionalità. La soluzione più corretta e raccomandata è  naturalmente quella di mettere sempre al centro il paziente, lasciando da parte le proprie convinzioni: ma in effetti questo è particolarmente difficile, soprattutto quando si ha a che fare con situazioni al termine della vita, in cui un uomo si presenta, per così dire, nudo. Forse, dal lato ateo, basterebbero medici come il dottor House, senza Dio ma con una grande coscienza di ciò che è l’uomo, dal lato religioso, invece, medici che attenuino la concezione del dolore come mezzo salvifico e accettino di alleviare le sofferenze in punto di morte.

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