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Fede e resilienza nella malattia mentale: lo studio di Brescia

fede malattiaLa malattia mentale comporta una grande sofferenza, anche spirituale. La Irccs Fatebenefratelli di Brescia che mutua dal suo fondatore, san Giovanni di Dio, una visione olistica della psichiatria, ha promosso una giornata di formazione dal titolo Neuroscienze, psichiatria e spiritualità. L’obiettivo era quello di facilitare l’incontro di persone provenienti da diverse esperienze – neuroscienziati, psicologi, neuropsicologi, psichiatri, tecnici della riabilitazione psichiatrica e religiosi dell’Ordine ospedaliero – per condividere diversi punti di vista.
Le relatrici Magda V. Yepes M. e Arianna Acquati hanno illustrato i primi risultati delle loro analisi su alcuni casi di pazienti psichiatrici: «I dati preliminari ottenuti da una popolazione con diversi disturbi psichiatrici -hanno detto – mostrano una presenza del coping religioso/spirituale, ma non indicano ancora in che modo e se i soggetti utilizzano o non utilizzano strategie o metodi di fronteggiamento e il motivo per cui li usano. Sarebbe quindi un argomento di ulteriore studio e approfondimento per la prosecuzione di questo studio».
Il coping insieme di quelle strategie o tentativi comportamentali e cognitivi messi in atto da un individuo per far fronte ad una particolare condizione percepita come stressante con lo scopo di superarla, di evitare l’esposizione ad essa o di ridurne gli eventuali svantaggi. Nelle conclusioni, Magda V. Yepes M. ha citato a supporto di questo lavoro, ancora in corso, alcuni autori secondo cui i sintomi depressivi, ad esempio la perdita di interesse, la sensazione di inutilità sono significativamente meno frequenti in pazienti che manifestano atteggiamenti e comportamenti di tipo religioso/spirituale come la speranza, la generosità , la collaborazione o amicizia con Dio o con il trascendente. I due studi in fase di approfondimento all’Irccs Fatebenefratelli sono orientati ad approfondire il ruolo della religiosità e della spiritualità nella malattia: secondo gli studiosi, esse, oltre ad avere un ruolo protettivo, di supporto sociale ed essere un fattore di resilienza in relazione alla salute mentale, potrebbero costituire un meccanismo di coping.



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