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Farmaci: il legame tra packaging e aderenza alla cura

packaging farmaciLa quarta puntata del nostro viaggio nei meandri delle differenze tra farmaci generici e farmaci di marca sposta la visuale dalla biochimica alla percezione del paziente. L’assioma che sottolinea il prof. Claudio Borghi, Ordinario di Medicina Interna al Sant’Orsola Malpighi di Bologna, riassume bene quanto sia importante che il paziente riconosca immediatamente il farmaco che deve prendere con continuità: “Quanto più un farmaco si mantiene riconoscibile tanto più il paziente l’assume con continuità“.
Si tratta quindi di una questione che si intreccia con la psicologia del paziente, che potrebbe non riconoscere il farmaco generico rispetto a quello di marca, abbandonando così in parte l’aderenza alla terapia. E’ quindi compito del medico spiegare il fattore di continuità della cura anche in caso di cambio del farmaco per preservare la costanza dell’assunzione da parte del paziente.

Quanto detto riveste una rilevanza strategica fondamentale soprattutto in caso di malattie cardiovascolari che necessitano di cure farmacologiche costanti per la prevenzione. Proprio la costanza dell’assunzione permette, oltre all’efficacia pratica, la misurazione del progresso positivo o negativo della patologia.

Al di là della differenza tra farmaci generici e di marca, già sviscerata nell’articolo sul biocreep, diviene fondamentale la riconoscibilità del farmaco, che favorisce l’aderenza continuativa alla cura da parte di pazienti con complicanze cardiovascolari. Una volta che il medico riesca a spiegare la continuità di trattamento nell’eventuale passaggio da farmaco di marca a generico, è importante che il paziente riconosca il nuovo farmaco, ne acquisisca familiarità: il packaging diviene un elemento di sicurezza per la persona sottoposta alla cura. L’aderenza alla cura ha quindi un aspetto “emozionale” per cui la pillola viene riconosciuta dal colore o dalla scatola: raramente il paziente ha conoscenze dei composti chimici, sono gli aspetti visivi quelli che colpiscono nell’atto pratico di ingestione quotidiana della pillola. La riconoscibilità del farmaco è quindi strettamente legata all’aderenza della cura, come spiega il prof. Claudio Borghi nel video.

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